S’è vero che il lavoro nobilita l’uomo, non bisogna sforzarsi per comprendere la mortificazione di quelli a cui viene negato il diritto di elevare la propria condizione.

Lo sanno bene i disoccupati che, stamattina, in tenuta da mare, si sono recati a Piazza Municipio per lanciare l’ennesimo messaggio di protesta e delusione con lo slogan ‘Non stiamo sulla stessa barca’ hanno messo in atto un presidio davanti alla sede delle istituzioni “l’unico lido dove possiamo andare”.


In piazza rimarcando sull’effimere promesse e rassicurazioni che il Comune di Napoli aveva avanzato, circa un anno fa, e che ancora oggi faticano a concretizzarsi; un progetto, quello pattuito con i cittadini precari, volto a favorire la classe proletaria che, attualmente, in piena crisi sanitaria, vive sulla propria pelle tutte le ipotetiche conseguenze di una mancata stabilità economica.

Nel mese di luglio avevamo già avuto modo di seguire e sostenere gli aderenti al Movimento di Lotta – Disoccupati 7 Novembre nel pieno di un presidio dalla medesima impronta.

La portavoce del movimento, Luciana Dente, ci aveva accennato (e quasi già preannunciato) l’aria di stallo che si stava respirando post-Covid. “Questo movimento esiste dal 2014, si chiama in questo modo perché il 7 Novembre è stata una data storica a seguito delle varie manifestazioni tenutesi a Bagnoli, per il recupero del territorio”.


Luciana Dente ci spiegò soprattutto che, dopo l’epidemia, il movimento aveva ricevuto molte iscrizioni. “Prima la situazione era grave, ma adesso è peggiorata notevolmente. Noi continueremo a manifestare e a confrontarci con le istituzioni, sia per salvaguardare la nostra vita, sia per tutelare la nostra città e per contrastare  l’eccessivo sperpero di soldi; non riusciamo a capire che fine facciano i fondi della comunità europea, ma sicuramente non vengono investiti in progetti produttivi o a favore dei cittadini che sono rimasti senza lavoro”.

Una promessa di caparbietà che sembra essere stata mantenuta, e all’occorrenza anche condita con un pizzico di polemica ai danni di quella classe dirigente avvezza all’ostentazione di agio, privilegi e noncuranza: “Mentre i padroni vanno sugli yacht e le istituzioni non mantengono gli impegni noi siamo ancora in piazza, anche a Ferragosto – concludono – Perché non stiamo e non saremo mai sulla stessa barca”.

Elvira La Rocca



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