Mentre nel resto della regione ed in tutta Italia si sostiene l’uso della mascherina quale dispositivo di difesa contro il contagio da Coronavirus ad Acerra la mascherina serve “contro la puzza e l ’odore stomachevole di cui l’aria è impregnata e che gli abitanti della cittadina campana sono costretti a respirare”, giorno dopo giorno, come denuncia Monsignor Antonio Di Donna.

Neanche il ferragosto ha fermato quei roghi di quel materiale nocivo che fa “ammalare e morire” e che devastano l’ormai nota Terra dei Fuochi, quel fazzoletto di terra situato tra le province di Napoli e Caserta.


Mons. Antonio Di Donna“Il sangue innocente dei ragazzi e dei giovani morti per cancro in questi anni – ha denunciato il Vescovo di Acerra durante l’omelia dell’Assunta – quel sangue grida vendetta al cospetto di Dio”.  Parole durissime quelle usate da Monsignor Di Donna che ha voluto ribadire quanto sia difficile vivere in una terra troppo spesso abbandonata a se stessa. Una terra dove incalzano la disoccupazione, la mancanza di lavoro e mali incurabili causati dalle sostanze nocive dei roghi appiccati e per i quali peraltro nulla viene fatto dalle autorità competenti.

A tutto ciò una nuova preoccupazione scuote l’intera comunità. Tre i suicidi delle ultime settimane che hanno messo in allarme il vescovo che chiama a raccolta tutti i concittadini.


“Quando ci sono situazioni gravi, segnalatele – esorta il vescovo – certo non abbiamo la bacchetta magica per risolvere i problemi, però almeno la vicinanza o un piccolo aiuto, forse una goccia, ma è importante per sollevare chi non ce la fa ad arrivare nemmeno a metà mese”.

Il riferimento è chiaramente alla nuova povertà generata dalla pandemia che ha reso molte persone più fragili, incapaci di poter andare avanti con le proprie forze e che spesso sfocia nel desiderio di farla finita.

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