Errare humanum est ma perseverare é diabolico“, é una delle frasi pronunciate del magistrato Angelo Giorgianni durante l’evento del 5 settembre. Il cofondatore de “L’Eretico” parla alla folla rispondendo a tutta quella stampa e a tutti quei media che hanno portato avanti una comunicazione descrivendo il movimento presente in piazza come negazionista e di estrema destra.


Giorgianni dirà che invece “é fascista chi nega le libertà”. Spiega alle persone accorse in piazza che sono lì “tutti insieme a rivendicare” le libertà negate. Poi incalza così: “E’ fascista chi ci ha chiuso in casa 4 mesi. E’ fascista chi ci ha impedito di assistere i nostri morti. E’ fascista chi ci ha impedito di assistere nel trapasso padri, madri, sorelle. E’ fascista chi ci ha espropriato del corpo dei nostri cari, lo ha incenerito e ci ha presentato il conto. E’ fascista chi ha aizzato il popolo contro di noi, chi ha incitato alla rivolta popolare”. Riferendosi in queste ultime parole al leader del PD Zingaretti, al quale é stata presentata denuncia alle autorità competenti, infatti il magistrato avvisa che saranno altre le denunce che verranno presentate nei prossimi giorni.

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Continua ancora: “Dicono che siamo negazionisti! Noi non neghiamo niente. Noi neghiamo che il virus sia quello che loro ci hanno raccontato, noi neghiamo tutto quello che serviva ad atterrirci. Noi neghiamo una strategia del terrore che a consegnato tante persone in casa in attesa che si aggravassero per portarle in ospedale a morire”. Il magistrato poi procederà con la frase “errare humanum est ma perseverare é diabolico”, definendo poi quando descritto: “crimini contro l’umanità”.

Dopo il raduno di Berlino del 29 agosto, l’associazione “Il Popolo delle mamme“, insieme a “L’Eretico” e a tante altre associazioni, avvocati, giornalisti, medici, scienziati, psicologi, insegnanti, nonne, papà e mamme, si sono radunati in piazza Bocca della Verità per descrivere il loro dissenso verso le scelte del Governo italiano. In maniera pacifica, serena, nel rispetto reciproco e senza strumentalizzazioni, le associazioni hanno espresso il loro pensiero in merito alla pandemia, chiedendo a gran voce verità.

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Sabato 5 settembre é stata chiesta dunque la sospensione delle leggi, decreti e norme emanate sotto il Ministero Azzolina, della legge Lorenzin ed il ripristino immediato dei diritti costituzionali e fondamentali, da troppo tempo ormai calpestati. Sono stati anche affrontati temi legati all’utilizzo eccessivo della mascherine, la problematica psicologica derivante dal distanziamento, si é parlato di vaccini, delle regole e linee guida che le scuole stanno cominciando a diffondere all’interno degli istituti e che verranno applicate alla loro apertura.

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L’evento é stato “benedetto” anche dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che ha denunciato in una lettera inviata alle mamme, “il tentativo sistematico di demolire la famiglia”, parlando del crimine dell’aborto “in difesa della vita dal suo concepimento alla morte naturale”, ma anche del “diritto primario e inalienabile” dei genitori nell’educazione della prole.


Presente anche il leader del Movimento Panafricanista Mohamed Konarè, sceso anche lui in piazza “per dare solidarietà alle mamme che stanno lottando per il futuro dei loro figli”.

Ivano Spano, docente di sociologia intervenuto ai microfoni di “Byoblu24” ha invece ribadito che “Trionfi la libertà di parola, di organizzazione e un sentimento che ricordi che la nostra Costituzione affida al popolo il governo e non viceversa”.

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Il professore di medicina legale Pasquale Mario Bacco, cofondatore de “L’Eretico” insieme al magistrato Angelo Giorgianni e il virologo Giulio Tarro, è intervenuto alla manifestazione organizzata dicendo, tra le altre cose, che “il medico deve agire secondo scienza e coscienza”, che “i deceduti sono tutti sulla coscienza di questo Governo”. Si pone inoltre la domanda del perché “per tutti questi mesi si è deciso di non procedere con gli esami autoptici”, defininendola “una scelta rivelatasi tragica che ha portato a terribili errori nell’individuazione della terapia”. Si chiede anche “dov’era l’Ordine dei medici quando non facevano fare le autopsie, quando hanno dato protocolli sbagliati?”.



Roberto Nuzzo, cofondatore dell’associazione “Il Popolo delle Mamme” (salviamo i bambini della dittatura sanitaria), racconta un aneddoto legato ad un incontro avuto con la DIGOS di Lecce, che lo ha chiamato 3 giorni prima del raduno proprio per interfacciarsi con lui al fine di avere delle garanzie per l’evento, garanzie che dice Nuzzo di aver fornito. Poi dopo le parole di Zingaretti, che invitava alla rivolta contro le persone da lui definite “negazioniste”, Nuzzo ha richiamato la DIGOS chiedendo di denunciare proprio il leader del PD perché, come ha affermato dal palco della piazza Bocca della Verità, “il popolo va rispettato”.

Andrea Ippolito



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