«Per ridare slancio alla Campania, bisogna rilanciare le imprese campane, spina dorsale della nostra economia. Sono quasi 598mila quelle registrate sul territorio regionale. Un bacino immenso di competenze, risorse umane e innovazione che continua a essere minacciato da politiche scellerate di natura fiscale, da mancati investimenti, e dall’inesistenza di strutture materiali e immateriali che ne determinano lo svantaggio competitivo sul mercato». Lo ha affermato Annarita Patriarca, candidata nella lista di Forza Italia, nella circoscrizione Napoli, al Consiglio regionale della Campania.


«Tra marzo e aprile, le imprese campane hanno accusato un calo di fatturato pari a quasi 28 miliardi di euro – ha continuato la forzista -. Ventimila quelle che il 4 maggio, quando è iniziata la fase di uscita dal lockdown, sono state impossibilitate a riaprire. Ma 47mila rischiano, ancor oggi, di chiudere definitivamente i battenti entro i prossimi due mesi, lasciando senza lavoro 140mila persone. Va considerata la gravità del periodo che stiamo vivendo, ma allo stesso tempo va sottolineato come le misure messe in campo dal governatore Vincenzo De Luca, per aiutare le imprese in difficoltà, attraverso il tanto sbandierato piano socio-economico regionale, si siano rivelate assolutamente inadeguate».

«Per risollevare le sorti dell’economia in Campania non c’è altra strada da percorrere che quella tracciata dal centrodestra, liberale e democratico, e da sempre accanto a chi fa impresa, secondo i valori della fiscalità equa e solidale, e della lotta alla burocrazia esasperante. In Consiglio regionale, tra le tante battaglie, porterò avanti anche la proposta di snellire la burocrazia, che continua a soffocare le imprese. Basti pensare che nel nostro Paese, ogni anno, a causa del suo cattivo funzionamento, grava sulle attività imprenditoriali per 57 miliardi di euro.


Tra le più penalizzate in Italia, ci sono le imprese che si trovano sul territorio della provincia di Napoli, con 1,97 miliardi di euro. Denaro che potrebbe essere investito per creare ricchezza, ma che si perde nella giungla inestricabile di leggi, ordinanze, decreti vari e cavilli», ha sottolineato la candidata azzurra. Che ha parlato anche dell’importanza della battaglia condotta dal centrodestra «contro l’imposizione fiscale». Una imposizione che «più sarà aggressiva, più avrà come risultato quello di non far crescere le imprese; nel peggiore dei casi porterà alla loro chiusura, nella migliore delle ipotesi, renderà assai difficile per l’imprenditore, effettuare nuove assunzioni».

«Il rischio è quello di vedere ulteriormente crescere il volume del sommerso, in una regione come la Campania, in cui, secondo le stime Istat, il 20% della forza lavoro è impiegata in nero, vale a dire circa 360mila unità su un totale di un milione e 800mila dipendenti regolari». «Le imprese hanno bisogno di sostegno reale, e non di misure assistenzialistiche, insufficienti, e di facciata, come quelle attuate da De Luca. Sostegno reale di cui si fa interprete il centrodestra della coalizione guidata dal candidato governatore Stefano Caldoro. La mia attenzione sarà massima anche per il sostegno alle start-up costituite da under 35, e all’imprenditoria rosa. Quest’ultimo comparto, in particolare, in Campania, nonostante abbia fatto registrare nell’ultimo anno un aumento del 5,4% delle attività, stenta ancora ad affermarsi ai livelli che gli competono, a causa dell’inospitalità dell’ambiente di supporto», ha concluso Annarita Patriarca.

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