Nel Comune di Castellammare di Stabia l’Arpac, nelle ultime analisi eseguite a settembre, ha registrato un netto miglioramento dello stato di salute delle acque antistanti alla villa comunale e a ridosso del fiume Sarno.

Si tratta di un passo in avanti rispetto lo scenario nero che è stato delineato dalle precedenti analisi del mese di agosto. Queste avevano segnato dei dati allarmanti, in quanto era stata rilevata una quantità di batteri che superava di gran lunga i limiti imposti per la balneabilità. La maggior parte provenienti dagli sversamenti diretti in mare delle civili abitazioni, ritenute come una delle maggiori fonti d’inquinamento.


Adesso sembra essere invece migliorata la situazione del litorale stabiese. Le ultime analisi hanno rincuorato la cittadinanza stabiese, dato che hanno evidenziato un ridimensionamento della presenza di batteri dannosi all’uomo come l’Escherichia coli e, soprattutto, dei valori nella norma.

I campioni di agosto, in effetti, sono stati gli unici a segnare dei dati preoccupanti per l’anno 2020, visto che per il resto l’annata è stata tutto sommato positiva. La condizione delle acque dell’arenile stabiese, infatti, è stata ritenuta simile a quella delle altre zone balneabili della costa. Non a caso, molti cittadini per rinfrancarsi dal caldo hanno preso l’impavida decisione di fare un tuffo nelle acque dell’arenile, soprattutto nei giorni festivi e di alta stagione.


Ma non è ancora giunto, purtroppo, il momento di estirpare quel cartellone sulla spiaggia vicino la villa comunale che avvisa il divieto di balneazione, affisso circa trent’anni fa. L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania ha continuato a classificare inadeguata la qualità del tratto di costa in oggetto, nonostante i lavori per l’allacciamento fognario nel Comune stabiese. Da ciò si è spiegata anche l’escalation delle risultanze delle analisi: tutto è dipeso da alcuni scarichi abusivi che talvolta sono defluiti nel rivo San Marco.

Si potrà incominciare a parlare, con concretezza e solide basi, di balneabilità così come di riduzione drastica d’inquinamento, soltanto quando verranno terminati i lavori inerenti alla realizzazione del collettore di Gragnano, finalizzato a monitorare e contrastare i rifiuti provenienti dai Monti Lattari. Solo così non arriveranno direttamente in mare.

Emanuela Francini



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