Se si potesse riassumere il voto per le Regionali in Campania in piccoli flash questi ci sembrerebbero i più appropriati. Continua il regno dello “sceriffo”, così come lo chiamano i suoi avversari. Vincenzo De Luca viene riconfermato alla guida della Regione Campania con 1.788.531 milioni di voti, quasi un milione in più delle elezioni di 5 anni fa. Una vittoria schiacciante sui principali avversari, Stefano Caldoro e Valeria Ciarambino, fermi, il primo a circa 460 mila voti e poco più di 255 mila la seconda. Per il centrodestra, con quasi 500 mila voti persi, si tratta di una sconfitta pesante che costa ben 7 consiglieri in meno nelle liste che appoggiarono Caldoro 5 anni fa (Forza Italia, Fratelli di Italia e Caldoro Presidente) in compenso si registra le new entry della Lega che porta 3 consiglieri in regione.



Riconfermati 7 i seggi al Movimento 5 Stelle che però perde quasi l’8%. Questa che potrebbe sembrare un’anomalia numerica è dovuta all’ attuale legge elettorale regionale che, grazie al sistema dei resti, ha subito alcune variazioni significative. Una vittoria quella di De Luca che, complice la “macchina di voti” che il riconfermato presidente ha messo in piedi (ben 15 liste a sostegno dello sceriffo), ha ottenuto un boom di voti sul tutto il territorio campano, e Castellammare di Stabia non fa eccezione.

Elezioni Regionali in Campania: cos’è successo a Castellammare

Nella cittadina stabiese, dove hanno votato poco più della metà aventi diritto, Vincenzo De Luca porta a casa 17.075 mila voti ed anche la sua lista De Luca Presidente ottiene un buon risultato nella coalizione: 12.5% trainato da Alfonso Longobardi che da Castellammare ottiene 784 voti. Il primo partito in città è il Pd che col suo 21.96 %, porta a casa circa 5000 voti. Il più votato è Mario Casillo (1803 voti) detto “Mr. Preferenza”, il più votato in regione che si presenta nuovamente in consiglio regionale con oltre 40 mila preferenze. Bene anche Loredana Raia che nella città delle acque conquista 1.238 preferenze. Da segnalare in Città, nella coalizione che appoggia De Luca, il risultato deludente di Italia Viva che si ferma poco al di sopra del 3%.

Seguono poi come partiti più votati il Movimento 5 Stelle che sfiora l’11% e prende oltre 2000 mila voti ed in cui non mancano le sorprese. Il pentastellato più votato è lo stabiese Luigi Cirillo (unico eletto nato a Castellammare presente in regione) che vede la riconferma nonostante i “soli” 528 voti, circa la metà di quanti ne prese alle elezioni regionali del 2015, e gli 8 punti percentuali in meno del Movimento 5 stelle su base regionale. Seguono dietro Cirillo, la candidata presidente Valeria Ciarambino con i suoi 360 voti e la vera sorpresa, ossia il consigliere uscente Gennaro Saiello che conquista la fiducia di 195 elettori stabiesi del Movimento. Bene anche i 3 candidati di origini stabiesi Bianca Mazzarino, Iolanda Meglio e Rosario Lotito che rispettivamente nella lista raccolgono 110, 50 e 42 voti.



Tonfo invece per le liste del centrodestra che assieme raccolgono poco più del 22% (risultato che il solo Pd sfiora nella coalizione di De Luca). Nonostante una guida di centrodestra alla città, Castellammare di Stabia non sembra premiare lo schieramento messo in campo da Caldoro. Si sa le elezioni regionali sono diverse da quelle comunali, così come da quelle nazionali, ma potrebbe essere un campanello di allarme per l’attuale amministrazione stabiese oppure è solo un non gradimento dei candidati scesi in campo sul fronte di centrodestra. Sta di fatto che si salvano solo Francesco Cascone per Forza Italia, che raccoglie 1300 preferenze staccando di 600 voti la collega di partito Anna Rita Patriarca, e la stabiese Maria Concetta Donnarumma che porta in dote alla Lega ben 926 elettori (quasi quanto il numero di preferenze che raccolse all’elezione di consigliere comunale del 2018), e si mette dietro anche l’eletto Severino Nappi.

Il 7% del partito di Matteo Salvini a Castellammare è quasi totalmente frutto della giovane consigliera stabiese che raccoglie in Campania 5000 preferenze. Male l’altra stabiese candidata nella lista di Caldoro, l’atleta paraolimpica Angela Procida che raccoglie 115 preferenze, non quel che si sperava visto anche l’esposizione mediatica e la notorietà della giovane atleta alla sua prima esperienza (l’unica?) nella politica campana. Modesto il risultato del consigliere Tonino Scala che e della sua Terra che raccoglie 500 voti circa. L’ex consigliere regionale e attualmente consigliere nel comune di Castellammare raccoglie 286 preferenze staccando gli stabiesi Olimpia De Simone e Raffaele Gentile rispettivamente 2 e 3 nella lista. Un risultato che non servirà all’esperto politico per entrare in consiglio regionale, ma che è servita per valutare la sua “forza elettiva” in città.



Da segnalare il risultato negativo di Francesco Emilio Borrelli nella sua Europa Verde che raccoglie solo 158 preferenze. Un risultato negativo forse figlio anche delle recenti esposizioni mediatiche del consigliere (rieletto grazie alla coalizione con De Luca) nella cittadina stabiese , le quali non hanno né lasciato un buon ricordo in città né avranno convinto gli stabiesi a dargli fiducia, visti i risultati. Altro dato da segnalare è la schiacciante vittoria del sì al referendum. 20.978 cittadini di Castellammare di Stabia hanno scelto di modificare la costituzione, dando il via al taglio dei parlamentari. Un plebiscito.

Questa elezione a Castellammare ci lascia essenzialmente alcune riflessioni e domande:
nella città c’è grande disaffezione. Nonostante si possa credere che il 50% sia un dato buono riguardo l’affluenza, non è così. Molti partiti, sia di maggioranza che di opposizione, non hanno confermato (e di parecchio) i voti presi nelle ultime tornate in città. Considerando che la presenza del referendum, molto sentito tra tutti i cittadini italiani (lo dicono i risultati schiaccianti) ha spinto molte persone al voto… e dove l’affluenza è solo del 50% certo non è un dato positivo.



La maggioranza attuale che regge l’amministrazione comunale deve porsi forse degli interrogativi sul suo operato. Il sindaco Cimmino nell’ultimo periodo è contestato, ultima protesta quella dei commercianti e la questione ztl, potrebbe essere anche questo il figlio della poca presa degli elettori stabiesi verso i candidati di centrodestra? L’ex sindaco di Gragnano Anna Rita Patriarca si è dimostrata abbastanza forte con le preferenze, la 3 eletta col maggior numero di voti (oltre i 20 mila) eppure nella vicina cittadina di Castellammare di Stabia raccoglie solo 733 voti. Segno che gli esponenti stabiesi di Forza Italia non siano “attrattivi”e convincenti per i cittadini?

Lo sceriffo e l’effetto Covid fanno risorgere il Pd stabiese. Un partito allo sbando che raccoglie, grazie all’onda d’urto De Luca una valanga di voti e può forse sperare di incidere a Castellammare, sarà così? Ultima considerazione riguarda le opposizioni. Tra le opposizioni la più discussa è quella del Movimento 5 stelle che vanta due consiglieri (Nappi e Cuomo). Il movimento pentastellato registra 2000 circa voti in meno in città prendendo in esamina le ultime comunali, quindi solo metà elettorato è andato a rivotare M5S. Questo dato è tuttavia interpretabile in vari modi. Potrebbe rappresentare uno sconforto verso u tipo di opposizione che i 5 stelle stanno avendo in consiglio comunale e che non ha aiutato la votazione oppure può essere inteso come un segnale di fiducia che resiste lì inossidabile e che spinge per una svolta in regione e magari anche in città, invogliando i propri leader cittadini ad attivarsi sempre più per gli interessi dei cittadini. Un dato interessante che meriterà un ulteriore approfondimento.

Ivano Manzo



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