Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 23 settembre 2020, davanti all’ingresso principale dell’Ospedale di Boscotrecase s’è svolta un’assemblea pubblica per affrontare le problematiche relative al predetto nosocomio e, più in generale, relative a tutta l’assistenza sanitaria pubblica dell’area vesuviana, anche alla luce dell’emergenza Covid-19 che ha privato una zona così densamente popolata di un Pronto Soccorso attrezzato, efficiente e, soprattutto, facilmente raggiungibile.


Erano presenti i Movimenti per la Salute Pubblica dell’Area Vesuviana, Comitato Pro Sant’Anna, Mamme Vulcaniche, Catena Rosa, La Fenice Vulcanica, Ubuntu,  Cittadini Liberi e Partecipativi, il Movimento Beni Comuni e infine degli Ultras della Curva Sud del Savoia.

Presenti anche il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, e del sindaco di Boscotrecase, Pietro Carotenuto.


Gli interventi dei cittadini e dei rappresentati dei comitati sono stati particolarmente significativi e tutti dello stesso tenore: eliminare gli ostacoli che hanno prodotto questa compressione del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio vesuviano.

I primi cittadini presenti all’incontro hanno assicurato il proprio sostegno alle legittime richieste della popolazione, assicurando un continuo monitoraggio delle attività dell’Ospedale di Boscotrecase e dell’ Asl Na3 Sud.

Proprio per fugare ogni timore in merito ad un depotenziamento della struttura di Via Lenze, i Movimenti hanno avuto un colloquio con il Direttore Sanitario dell’Ospedale, Savio Marziani, che ha voluto incontrare una folta delegazione di manifestanti, e ha spiegato il piano di investimenti economici, tecnologici e professionali previsti per il rilancio di questo nosocomio: “In questa fase bisogna avere pazienza. Stiamo realizzando una struttura ospedaliera all’avanguardia con una nuova piattaforma di pronto soccorso.

Abbiamo la Terapia intensiva, l’Emodinamica, chiusa da 5 anni, e ci avvaliamo di equipe mediche specializzate per interventi su pazienti affetti da Covid. Dispiace che queste notizie a volte non passano”.


“Le nostre richieste, però, non si fermano solo all’Ospedale ma si allargano a tutto il comprensorio, e chiediamo all’Asl Na3 Sud e alla Regione Campania di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per assicurare ai cittadini un’assistenza sanitaria pubblica capillare ed efficace, con particolare attenzione ai bisogni delle donne”. Sottolineano quanti erano presenti all’assemblea di ieri e aggiungono: “Per questo motivo insistiamo per una Conferenza di Servizi con i vertici dell’Asl Na3 Sud e con i Sindaci di tutto il comprensorio, per valutare insieme le iniziative da mettere in campo per assicurare il diritto alla salute sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione e, soprattutto, per strappare un impegno scritto in merito alla questione. L’invito è sempre di partecipare in massa agli incontri, alle assemblee e alle manifestazioni in quanto: Soli non siamo niente, uniti siamo una forza”.

Attualmente nell’Ospedale boschese, divenuto nuovamente centro Covid in questa seconda fase del contagio, sono ricoverati 61: due in rianimazione, sedici in sub-intensiva, ventitrè nel reparto Covid di media intensità e venti in quello di lieve entità.

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