Un ex sottufficiale della polstato, anziano e solo, denuncia ritardi per il tampone da parte del nosocomio di Giugliano

Si spera che al più presto l’ospedale di Giugliano presti le cure necessarie e sottoponga a tampone l’anziano, veterano della polizia, che lamenta di sentirsi abbandonato nonostante abbia servito lo Stato per anni con onore

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L’incubo Covid19, questa pandemia che dal mese di marzo ha totalmente cambiato le nostre abitudini di vita, i nostri contatti umani e lavorativi, da giugno sembrava scemare; si intravedeva una luce, uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, un risveglio lento ma incisivo.

Ora questa “capsulina” di Acido Ribonucleico torna a far tremare il mondo, l’Italia, la Campania, ritornano le misure stringenti, restrittive, da ultimo l’ordinanza del Presidente Vincenzo De Luca che ha imposto nuovi limiti tra l’altro alla movida, alle cerimonie, ai contatti umani.


Sembrava scemato il buio da un flebile raggio, sembrava trascorsa una vita dall’orrore di un virus che colpisce soprattutto gli anziani ed i bambini, la nostra memoria, il nostro futuro.

Pur tuttavia, sebbene il pugno duro deluchiano abbia limitato i contagi per il passato, sebbene la Campania sia risultata tra le Regioni più eccellenti sia per le ordinanze emesse, sia per la condotta degli abitanti, sia per le eccellenze scientifiche, mediche, nel campo della ricerca, della sperimentazione, ad oggi continuano episodi di mala gestio e carenze di tutela nei confronti degli anziani.



Da ultima ci è giunta segnalazione, da parte di un cittadino di Acerra, M. O., ex sottufficiale della polstato, 68enne, di ritardi nella effettuazione di tampone naso-faringeo per la diagnosi di positività al coronavirus da parte del nosocomio di Giugliano.

L’ex maresciallo, anziano, solo, cardiopatico, con pregressa riconosciuta bronchite cronica, ancora attivo ad oggi nel sociale, ha iniziato ad accusare sintomi influenzali importanti, febbre alta, fame d’aria, difficoltà nel respiro. Subito è stato allertato il medico di famiglia, ma M. O. riusciva a parlare con il sostituto che, sempre mezzo filo, gli somministrava una cura antinfluenzale. Purtroppo la situazione peggiorava e solo in data 21 settembre riusciva a contattare personalmente il medico di famiglia che si recava presso la sua abitazione.


Dopo la visita veniva repentinamente inviata segnalazione alla ASL di Acerra per richiesta tampone che per competenza territoriale la girava all’ospedale di Giugliano. In serata, visto l’aggravamento delle condizioni, veniva effettuata chiamata al 118 che interveniva visitando di nuovo l’anziano, ma che riferiva di non poter sottoporre a tampone il medesimo, e che occorreva attendere Giugliano.

Tramite conoscenti e vicini diverse sono state le segnalazioni ed i solleciti, ma da Giugliano, ad oggi, nessuno è stato inviato presso la abitazione del 68enne, invitando anzi il medesimo, tuttora con sintomi influenzali, a recarsi personalmente sul posto per il tampone. Circostanza impossibile sia per i sintomi dell’ex maresciallo sia perché solo grazie all’aiuto e la solidarietà di vicini riusciva ad ottenere i viveri e le medicine, non potendosi spostare dalla abitazione.


Essere accompagnato, inoltre, avrebbe messo a rischio la salute stessa degli accompagnatori.

Si spera che al più presto l’ospedale di Giugliano presti le cure necessarie e sottoponga a tampone l’anziano, veterano della polizia, che lamenta di sentirsi abbandonato nonostante abbia servito lo Stato per anni con onore, sottolineando comunque il suo rispetto nei confronti delle istituzioni e insistendo, con voce flebile, per le condizioni di salute, ma decisa, “la mia segnalazione non è solo per fini personali, nonostante le mie condizioni il mio pensiero va ad altri che come me si trovano in situazione di solitudine, ritenendo un dovere civico ed umano restare al servizio della patria”.

Giovanni Di Rubba

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