Ebbene, oggi per la comunità trans è una data che sancisce una vittoria, un traguardo per il benessere dei cittadini transessuali, ma anche un’affermazione per l’istituzione italiana.

Dopo gli spiacevoli eventi di transfobia a cui, purtroppo, il nostro paese ha dovuto fare da palco, sono maggiormente ben accette notizie di tale portata.



Da oggi, infatti, le terapie ormonali sostitutive saranno gratuite in tutta Italia, trionfo per cui il MIT (Movimento Identità Trans) ha dovuto impegnarsi con anni di trattative e lotte, riconfermandosi appunto uno dei centri di riferimento per la comunità transessuale.

Per chi non lo sapesse, la terapia ormonale sostitutiva è un metodo di trattamento che consiste nel somministrare gli ormoni associati al genere in cui l’individuo transgender s’identifica; il testosterone viene utilizzato negli uomini transgender per reprimere le caratteristiche femminili, mentre gli estrogeni vengono utilizzati nelle donne transgender per sopprimere quelle maschili.

La terapia ormonale sostitutiva consiste nella prescrizione di farmaci – tramite un medico qualificato –  che d’ora in poi, con Determina della Gazzetta Ufficiale del 23 Settembre, saranno resi disponibili gratuitamente a tutti i soggetti transgender in fase di transizione.


La Gazzetta scrive: “Inserimento dei medicinali testosterone, testosterone undecanoato, testosterone entantato, esteri del testosterone nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per l’impiego nel processo di virilizzazione di uomini transgender, previa diagnosi di disforia di genere/incongruenza di genere formulata da una equipe multidisciplinare e specialistica dedicata”.

E continua: “Inserimento dei medicinali estradiolo, estradiolo emiidrato, estradiolo valerato, ciproterone acetato, spironolattone, leuprolide acetato e triptorelina nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per l’impiego nel processo di femminilizzazione di donne transgender, previa diagnosi di disforia di genere/incongruenza di genere, formulata da una equipe multidisciplinare e specialistica dedicata”.




Infine, un ringraziamento particolare da parte della comunità transessuale viene mosso nei confronti della dottoressa Cristina Meriggiola, endocrinologa del consultorio AUSL/MIT, la cui mediazione ed esperienza è stata determinante al raggiungimento del risultato attuale.

Elvira La Rocca



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