Piazza Plebiscito invasa dai un centinaio di auto bianche. Stamattina la protesta dei tassisti contro le ultime restrizioni previste dal Dpcm per contenere il contagio da Covid, i danni economici al settore rischiano di diventare irreversibili. In piazza a far sentire le loro ragioni i sindacati Unimpresa, sitan, Atn, Uritaxi, federartaxi, orsa taxi Napoli.

A giudizio dei tassisti la chiusura alle 18 dei ristoranti finisce per rappresentare l’ultimo colpo sulla loro categoria: “Il loro lavoro è diminuito dell’80% a causa delle restrizioni. Quando va bene, gli incassi giornalieri si aggirano intorno ai 25 euro. Durante i turni serali siamo quasi sempre ai parcheggi”, spiega un rappresentante dei tassisti.


Sono oltre 2400 le auto con la licenza a Napoli, un centinaio di imprese familiari che ora sono in seria difficoltà, non avendo neanche più le risorse necessarie per pagare i premi assicurativi o per fare il pieno di carburante.

“I tassisti, dall’inizio della pandemia, hanno già pagato molto. Da otto mesi non si lavora più, nonostante in strada ci sia solo il 50% della forza lavoro”. I tassisti lanciano un appello al premier Conte affinché anche per la loro categoria siano previsti ristori economici immediati.

Da oggi si terranno una serie di iniziative che sfoceranno nello sciopero nazionale del 6 Novembre.



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