Ancora una volta il dott. Stefano Scoglio, che ricordiamo essere stato candidato al Nobel per la medicina nel 2018 per i suoi studi sull’alga Klamath (presente in uno dei laghi dell’Oklaoma negli Stati Uniti d’America), presenta un’altro report molto importante che riguarda la validità dei tamponi e alla loro certificazione, oltre che situazione normativo-regolatoria.


Avevamo parlato in un nostro articolo di giugno già di un altro lavoro di Scoglio, dove il dottore chiariva che “il numero di morti del periodo centrale della crisi del 2020” era assolutamente normale, “assolutamente nella media” e che dunque non c’era stata “nessuna pandemia“.

In allegato la nota del dottore per chi vuole approfondire il discordo sulla mortalità: ISTAT e media nazionali e le fake news dell’aumento di mortalità nazionale. Il Rapporto della mortalità 20-2/31-3 2020 dell’ISTAT.

Nella nota sui tamponi invece il dottore fa delle affermazioni pesantissime, per la narrativa e la narrazione che la popolazione sta seguendo oramai da 9 mesi, le riportiamo nello stralcio seguente anche perché riassumono molto in breve e fanno intendere lo studio fatto poche settimane fa (1 ottobre) da Scoglio: “Dopo aver dimostrato come le stesse autorità sanitarie Europee e Americane affermino che il virus non è mai stato isolato, come in un uno-due pugilistico, vedremo ora come le stesse autorità sanitarie, in primis il nostro Istituto Superiore di Sanità, ammettono che i tamponi Covid-19 sono del tutto inaffidabili.


Abbiamo anche visto come tale inaffidabilità sia stata addirittura certificata dalla Commissione Europea e dall’Istituto Superiore di Sanità, che nell’Aprile-Maggio scorso hanno pubblicato documenti dove affermavano che in Europa circolavano 78 tamponi diversi, di cui nessuno validato da organismi indipendenti, nessuno valutato o autorizzato preventivamente, e addirittura la stragrande maggioranza dei quali non dichiarava neppure quali sequenze geniche utilizzasse, e quindi potenzialmente contenenti qualsiasi cosa”.

Un appunto viene fatto anche alla “sostanza scientifica dei tamponi”, infatti Scoglio dice che “sono del tutto senza significato perché il virus non è mai stato isolato, e dunque non esiste nessun marker realistico che ne supporti l’azione”.


La situazione normativo-regolatoria dei tamponi

Ci siamo andati a vedere, perché molto interessante, la situazione normativo-regolatoria dei tamponi, che come riferisce Scoglio “sono del tutto privi di valutazione e validazione“.

Dunque “i tamponi rientrano nella nuova normativa REGOLAMENTO (UE) 2017/746 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2017 relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro e che abroga la direttiva 98/79/CE”.

Viene spiegato che nella normativa precedente abrogata (98/79/CE), in generale bastava l’apposizione del marchio CE, che è un marchio relativo soprattutto alla sicurezza e che “solo per alcuni dispositivi diagnostici in vitro elencati nell’Allegato II, e aventi a che fare con i virus già conosciuti (HIV 1 e 2, HTLV I e II e dell’epatite B, C e D), si richiede la valutazione tecnica e di efficacia da parte di un Organismo Notificato, ovvero un organismo di validazione riconosciuto dalla EU”.


Scoglio pone l’attenzione sul fatto che in base al Documento della Commissione Europea del 16 Aprile scorso “nessuno dei 78 modelli di test tampone in circolazione a quella data sono stati valutati o sottoposti a qualsiasi organismo di valutazione riconosciuto, e che addirittura ciò non sarebbe stato neppure possibile dato che quasi nessuno di quei 78 tamponi mette a disposizione una adeguata scheda tecnica, inclusa la specifica delle sequenze geniche utilizzate”.

Il dottore si chiede anche come sia possibile, anche perché “il SARS Cov2 dovrebbe essere un virus anche più importante di quelli dell’epatite o dell’HIV, che non hanno mai portato alla chiusura dell’economia e della vita sociale di intere nazioni”. Ma risponde alla sua stessa domanda dicendo che invece “é possibile perché il Regolamento della Direttiva 98/79 CE elenca solo i virus suddetti, ed essendo il SARS Cov2 un nuovo virus non è incluso”.

Poi si pone un’altra domanda e cioé “perché sono stati autorizzati in commercio test tampone privi di qualsiasi validazione o anche solo valutazione preliminare, e addirittura privi delle specifiche sulle sequenze geniche utilizzate?”, come viene spiegato: “se il regolamento è stato abrogato dal regolamento del 2017, che a sua volta pone requisiti ancora più stringenti di quello precedente, richiedendo valutazioni preliminari di efficacia da parte di organismi di validazione riconosciuti per tutti i dispositivi diagnostici in vitro in cui rientrano anche i tamponi Covids-19”.


Il dottore allora afferma: “Perché l’Italia ha fatto scuola, e il motto ‘fatta la legge trovato l’inganno’ è diventato motto europeo: il Regolamento 2017/46 del 5 Aprile 2017 entrerà in vigore, per i dispositivi diagnostici in vitro, solo il 26 Maggio 2022! E con questo i tamponi Covid-19 hanno goduto dell’interregno, non essendo inclusi, in quanto relativi a un virus nuovo, nel Regolamento del ’98; e non essendo ancora sottoposti a un Regolamento del 2017 che li avrebbe messi tutti fuori legge, ma che non entrerà in vigore se non a metà del 2022! La domanda che occorre porsi, e che non può non avere rilevanza anche giuridica, è: questi tamponi sono del tutto privi di valutazione e validazione, e sono in circolazione solo grazie al fatto che si è creato un vuoto normativo tra Regolamento del 1998, che limitava la lista dei virus solo a quelli conosciuti (ma che per analogia dovrebbe applicarsi anche ai nuovi emergenti) e Regolamento del 2017, che abroga quello del ’98 ma entra in vigore solo nel 2022; se insomma questi tamponi Covid-19 sono utilizzati solo grazie ad una anomalia legislativa, e nel 2022 sarebbero del tutto illegali; è ammissibile che a tali tamponi, in vita per puro miracolo o distorsione giuridica, si affidino le sorti di intere nazioni e dell’intera economia mondiale? Ovviamente no, non dovrebbe essere ammissibile, e se lo sarà, sarà solo perché la forma giuridica viene fatta prevalere sulla sostanza giuridica”.

In allegato la nota del dottore per chi vuole approfondire il discorso della validità ed efficacia dei tamponi: I TAMPONI COVID-19 PRODUCONO FINO AL 95% DI FALSI POSITIVI: CONFERMATO DALL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’.

Andrea Ippolito



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