Il presidente della Giunta Regionale della Campania, Vincenzo De Luca scrive al primo ministro Giuseppe Conte e non risparmia parole di fuoco, accuse e dati oggettivi sulle mancanze sul piano sanitario e sulle dichiarazioni lontani dalla realtà di alcuni rappresentanti del governo.


“Signor Presidente, le segnalo con preoccupazione e sconcerto il fatto che a 15 giorni da incontri da me avuti con esponenti di Governo, le principali richieste avanzate dalla Regione Campania per affrontare l’epidemia Covid rimangono tutt’oggi senza risposta.
Le ricordo che avevamo chiesto l’invio immediato da parte della Protezione Civile di 600 medici (con particolare attenzione agli anestesisti) e 800 infermieri. Ad oggi sono arrivati solo 22 medici e 81 infermieri. È una situazione sconcertante e intollerabile se si tiene conto del fatto che la Regione Campania ha una sottodotazione drammatica di personale”.

Una risposta effettivamente imbarazzante quella che data alla richiesta di dotazione di operatori sanitari. Il governo, il ministero della Sanità, la Protezione Civile, ad oggi, sono riusciti a deviare in Campania appena il 3,6% dei medici richiesti e poco più del 10% degli infermieri necessari ad affrontare la crisi epidemica.


“Colgo l’occasione – ha aggiunto De Luca – per sottolineare le sconcertanti affermazioni  di consulenti sanitari nazionali relative alla Campania e che risultano assolutamente intollerabili a fronte dei ritardi gravissimi con cui il governo ha affrontato le questioni che riguardano la nostra Regione”.

Poi il governatore campano ritorna anche sulla scuola: “Continuo a registrare in particolare posizioni tanto irresponsabili quanto scollegate da ogni valutazione epidemiologica in relazione al mondo della scuola. Attendiamo che il Governo dica parole chiare ed esca dai balbettii e si assuma responsabilità piene”.


Per finire, l’ultima parte della lettera al premier, Vincenzo De Luca la dedica alle misure di ristoro e al grave ritardo per la realizzazione di un serio piano economico nazionale: “Dopo mesi di sottovalutazioni, di ottimismi forzati e di mezze misure, ci troviamo di fronte a decisioni improvvisate, male preparate e peggio motivate, e in un contesto nel quale molti operatori economici hanno visto non attuati gli impegni del Governo.

Nei prossimi giorni verificheremo rigorosamente e puntigliosamente il rispetto degli impegni assunti dal Governo in relazione ai comparti economici colpiti dal Dpcm. Riteniamo grave il ritardo del Governo nella definizione di un piano socio economico nazionale di sostegno non per un mese, ma per tutta la fase di presenza dell’epidemia.

Chiedo formalmente che il Governo decida di convocare un tavolo con la Regione per la messa a punto in tempi immediati di questo piano di sostegno per i prossimi mesi”.

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