Con il trascorrere dei giorni cresce la preoccupazione per questa seconda ondata di Covid che, come un fiume in piena, sta mettendo in ginocchio un’intera regione.

Una situazione che va delineandosi sempre più pericolosa e, a tratti, ingestibile. A nulla sono serviti gli appelli ai cittadini affinché abbiano atteggiamenti coscienziosi nel rispetto della propria ed altrui salute. Ovunque si continuano a registrare assembramenti e mancato rispetto delle norme di sicurezza. Neanche le ordinanze restrittive, i Dpcm, i divieti e le limitazioni messi in campo a livello nazionale e regionale sembrano riuscire ad arginare in modo efficace la diffusione sempre più veloce del Coronavirus.


E se da un lato i dati raccolti in Campania nelle ultime ore riportano una percentuale relativamente bassa di pazienti affetti da Covid ricoverati in terapia intensiva, dall’altro la macchina ospedaliera è sottoposta a forti sollecitazioni. Medici ed infermieri con turni durissimi, intere strutture riconvertite a centri Covid, persone con sintomi imputabili al virus che attendono ore prima di poter essere sottoposti al tampone. A tutto ciò si aggiungono tutti quei pazienti che arrivano negli ospedali per altre patologie, più o meno gravi e che hanno pari diritto ad essere seguiti e curati.

Insomma una situazione tutt’altro che incoraggiante dove, grandi e piccoli Ospedali sono già in guerra e al limite delle loro forze.  E come in una guerra sono arrivate ieri, al Cardarelli, le tende bianche usate dai militari nei campi. Le hanno trasportate grossi camion della Protezione Civile con quella grande croce rossa stampata sui fianchi che al loro passaggio hanno provocato, negli animi già stanchi e provati dei cittadini napoletani, grande agitazione, generata dalla speranza di non essere lasciati soli e la consapevolezza che la seconda andata sarà ben più grave di quella di marzo.


Cinque i moduli ospitati nelle tende allestite nello spazio retrostante il padiglione di emergenza del Cardarelli, per un totale di 20 posti letto. Entro mercoledì la struttura dovrebbe essere operativa e garantire uno sgravio del pronto soccorso.

Una tenda in arrivo oggi anche al Cotugno, un modulo prenotato anche dalla Asl Napoli 2, dal Policlinico Federico II per l’area ginecologica e dalla Asl Napoli 3 per l’Ospedale San Leonardo di Castellammare, il cui pronto soccorso è ancora chiuso.

Eppure, tutte le strutture ospedaliere campane sono in gran sofferenza. A Napoli si attende l’avvio del Covid  Multispecialistico alla Doganella prima di decidere se necessario richiedere altre tende militari da poter allocare nei piazzali dall’Ospedale del Mare e del San Giovanni Bosco.


A Nola, dove al secondo piano appena aperto, si registra il tutto esaurito; a Torre del Greco e al Covid di Boscotrecase dove non solo i reparti sono al completo, ma in estrema difficoltà per il diffondersi del contagio fra il personale sanitario. Medici contagiati, altri sottoposti a turni massacranti, altri ancora spostati da una struttura all’altra per poter fronteggiare le situazioni emergenziali peggiori.

La conta dei medici in prima linea dà l’esatta proiezione della situazione reale, rivelandone il numero esiguo a fronte di un’ondata che sta travolgendo l’intera regione.



Share