“Sarà ricordato come merita nei tempi e modi da definire”, fa sapere la famiglia che fino all’ultimo momento ha mantenuto il massimo riserbo sul ricovero e le condizioni dell’attore romano. L’ipotesi che circola in queste ore è quella di esequie pubbliche, ma con ingressi contingentati per dare a tutti coloro che lo amavano e ammiravano la possibilità di salutare un uomo che ha fatto del sorriso, dell’ironia e dell’autoironia, il suo cavallo di battaglia.

“Roma perde una parte della sua anima – ha detto la sindaca Virginia Raggi – Proclamerò il lutto cittadino nel giorno dei funerali”. La Raggi ha messo a disposizione il Campidoglio per la camera ardente. Tra le altre opzioni ci sarebbe anche il Globe Theatre Silvano Toti nel verde di Villa Borghese, da lui creato. I funerali si celebreranno in chiesa.


Dal film “Febbre da Cavallo”, ecco Mandrake

Ricoverato in terapia intensiva nella clinica Villa Margherita, una quindicina di giorni fa, per problemi cardiaci, le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate questa notte. La notizia della scomparsa dell’artista romano ha fatto presto il giro dei social sui quali con plausi, ricordi e riflessioni, tanti fan, ma tantissimi amici e colleghi, hanno voluto omaggiarlo. Centinaia i messaggi in ricordo di Proietti provenienti dal mondo dello spettacolo a quello dello sport e della politica.

“Se ne va un gigante del palcoscenico, ma anche un persona speciale di una simpatia e di una umanità che ti travolgevano – il ricordo di Enrico Ruggeri – Lo incontravi e dopo un attimo ti sembrava di essere in famiglia”.


“Oggi ci lascia un attore gigantesco” ha postato Carlo Verdone su Facebook. “Sul palcoscenico tra i migliori se non il migliore – ha aggiunto – Enorme presenza scenica, maschera da attore dell’antica Roma, tempi recitativi sublimi. Era un volto che rassicurava che l’identità di questa città ancora vive. Discepolo di Ettore Petrolini, forse più volte ha superato il suo maestro. Autorevolezza, cultura, generosità e umiltà. Questo era Gigi Proietti”.

Un omaggio al grande comico, spentosi alle 5.30 di stamattina, arriva anche dal Premier Giuseppe Conte che ha commentato “Con Gigi Proietti non se ne va solo uno dei volti più amati dal pubblico, ma anche uno straordinario protagonista della nostra cultura. Proprio nel giorno del suo compleanno ci lascia un genio dello spettacolo che ha saputo divertire e commuovere milioni di italiani. La sua scomparsa addolora tutto il Paese”.


Gigi Proietti e il suo napoletano

Sempre pronto ad affrontare e parlare di temi importanti o attuali, con pungente ironia; capace di ingenerare la riflessione dello spettatore tra risate e battute, Proietti si definiva “Un esibizionista allegro”. Attore, regista e cantante, Gigi Proietti con quel suo modo straordinario di coinvolgere, era un comico nato che amava il suo mestiere e al quale ha dedicato una vita intera.

Artista dalle mille sfaccettature, si era affermato sia sul palcoscenico di grandi e piccoli teatri che sul grande schermo, prestando la sua voce a favore di iniziative importanti per la comunità, come il suo ultimo appello ai nonni italiani: “Per la tradizione – affermava nello spot televisivo – noi anziani dovremmo essere i più saggi e quindi siamo di esempio alla collettività. Restiamo a casa perché più gente obbedisce a questa disposizione prima finisce tutto e possiamo “anda ndo ce pare”!


L’attore romano che amava la sua bella Roma e ne era ricambiato, è stato anche un grande maestro. “Come diceva Gassman, ai giovani attori, ho insegnato loro tutti i miei difetti” ripeteva divertito, e oggi quegli attori che hanno mosso i loro passi ispirandosi proprio alla filosofia di vita e alla sagacità del grande comico, lo salutano commossi e consapevoli di quanto il mondo del teatro e del cinema abbia perso.

Chissà se da lassù il matador della celebre parodia degli chansonnier “Nun me rompe er ca” non stia decantando la sua dipartita avvenuta proprio nello stesso giorno della sua nascita della quale diceva sempre con ironia divertita: “Che dobbiamo fa’? La data è quella che è, il 2 novembre”. Un cerchio che si chiude, o solo il suo ultimo e più grande colpo di scena, un “mandrakata”.

Filippo Raiola



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