I nuovi equilibri criminali del monti Lattari dietro l’omicidio di Filippo Sabatino. E’ la notte tra il 2 e il 3 maggio 2018, quando il 33enne viene ucciso a colpi di fucile in via Gesinella. E proprio da questo feroce omicidio sono partite le indagini che, lunedì mattina, hanno portato all’arresto di 6 presunti estorsori ritenuti affiliati alla cosca dei Gentile. In manette sono finiti i fratelli Vincenzo, Nicola e Giovanni Gentile di Agerola, il tipografo di Castellammare Marco Assante, Luigi Sorrentino di Castelvolturno e Pasquale Naclerio di Agerola. Ma le attenzioni degli inquirenti si concentrano anche sull’omicidio di Sabatino, inquadrato come un messaggio al ras Francesco Di Martino, indagato per favoreggiamento.



Il 33enne autista di “zio Ciccio”(così viene chiamato Di Martino negli ambienti criminali locali) si trovava a bordo di un furgone in compagnia dello stesso ras dei monti Lattari. Secondo gli inquirenti il 33enne svolgeva per conto di “zio Ciccio” le mansioni di factotum nell’attività lavorativa tanto di allevatore quanto di contadino, nonché di autista personale dal momento che a Di Martino era stata revocata la patente di guida. Nell’immediatezza dei fatti, i carabinieri sentirono lo stesso Di Martino il quale riferiva che era riuscito a darsi precipitosamente alla fuga per le campagne limitrofe, sfuggendo così all’agguato mortale, fino a raggiungere l’abitazione del cugino Raffaele Afeltra, detto ‘o burraccione, poco distante dal luogo dell’agguato, percorrendo un sentiero secondario.



Lo stesso Di Martino ha inoltre riferito di non aver visto i killer e che, con ogni probabilità, lui stesso potrebbe essere il vero obiettivo del raid mortale. Per gli inquirenti invece appare poco verosimile quanto dichiarato dal ras in merito al non avere visto chi aveva sparato, ma solo udito un paio di colpi di arma da fuoco, avendo l’autore del delitto, al momento del fuoco, quasi di fronte. Intanto emergono ulteriori novità anche in merito al giro di estorsioni. Non solo gadget per le festività natalizie e pasquali. Il business della malavita locale, secondo l’ultima indagine della Dda di Napoli che ha portato agli arresti di 6 persone legate al clan Gentile, aveva pensato di monopolizzare anche il mercato degli alimentari da consegnare ad alberghi e ristoranti del comprensorio dei monti Lattari.



Per quest’accusa è indagato a piede libero Carmine Zurlo, nipote del ras Francesco Di Martino, che in concorso con un macellaio di Sant’Antonio Abate dirottava, secondo gli inquirenti, i ristoratori ad acquistare formaggi, salumi e altri generi alimentari soltanto presso il negozio di Afeltra. Sono numerosi infatti gli episodi accertati dagli inquirenti attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali.



Share