E’ attesa per questa sera la nuova Ordinanza a firma del ministro della Salute Roberto Speranza che dovrebbe entrare in vigore già da domenica 15 novembre e che varrà per almeno due settimane. Secondo quanto emerso la Campania farebbe un doppio balzo, passando da zona gialla direttamente alla zona rossa.


Zona rossa anche per la Toscana che però si trovava già in zona arancione, mentre passano in zona arancione Emilia-Romagna, Friuli e Marche con uno scenario di tipo 3 ed un Rt tra 1.25 e 1.50.

Il ministero della Salute, anche attraverso l’operato di tecnici inviati sul campo, da settimane sta valutando costantemente la situazione di ogni singola regione, prevedendo restrizioni mirate e localizzate laddove il livello di rischio risultasse particolarmente esponenziale. I dati raccolti negli ultimi giorni avrebbero confermato un peggioramento della situazione sia in Campania che in Toscana, dove si sarebbe registrato un aumento del livello di medio rischio con un Rt maggiore di 1,5 e uno scenario 4.

La decisione per la Campania, presa i base a 21 indicatori, arriva dopo settimane nelle quali il numero dei contagiati è aumentato considerevolmente e gli ospedali si sono ritrovati in forte affanno.


“Noi eravamo per chiudere tutto ad ottobre, per un mese – ha dichiarato  il governatore della Campania, Vincenzo De Luca – per avere una operazione di fermo del contagio e che ci avrebbe fatto stare tranquilli a Natale.

Da sempre abbiamo avuto una linea di rigore più degli altri, da soli. Il Governo ha fatto un’altra scelta, ha deciso di fare iniziative progressive, di prendere provvedimenti sminuzzati, facendo la scelta della cosiddetta risposta proporzionale, più aumenta contagio più prendiamo provvedimenti. Una scelta totalmente sbagliata, perché il contagio non aumenta in modo lineare, ma esponenziale.

Questa scelta del Governo – ha aggiunto – ha fatto perdere due mesi preziosi, nel corso dei quali abbiamo avuto un incremento drammatico di contagi e decessi”.


Richiama alla massima attenzione e a uno scrupoloso rispetto delle norme vigenti e delle misure di contenimento, Walter Ricciardi consigliere del ministro della salute. Il docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma, intervenuto al Festival della Salute Globale, non ha nascosto la sua preoccupazione: “Abbiamo 2-3 settimane di tempo per valutare cosa avverrà: si potrebbe anche decidere di allentare queste misure, o di chiudere ulteriormente. Abbiamo attivato – ha dichiarato – una serie di misure proporzionate alla circolazione del virus nelle specifiche aree d’Italia. Se queste vengono rispettate, saremo in grado di evitarlo. Se non ci dovessimo riuscire, tutte le regioni diverrebbero rosse, e di fatto il lockdown generalizzato si realizzerebbe nei fatti”.

Allo stato attuale la situazione italiana non è delle più rosee. La maggior parte delle regioni è classificata a rischio elevato. Secondo quanto si evince dalla bozza del report dell’ISS -Ministero Salute, riferito alla settimana che va dal 2 all’8 novembre e successivi aggiornamenti, solo Lazio, Molise, Veneto, Sardegna e Provincia di Trento, stazionerebbero ancora nella fascia gialla.

La collocazione di Campania e Toscana in zona rossa sposerebbe proprio la raccomandazione dell’ISS secondo il quale è “necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone, in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari”.


“È fondamentale – si legge ancora tra e raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità – che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

Limitare i contatti, adottare comportamenti individuali rigorosi e consoni con le basilari e necessarie norme igienico-sanitarie, rispettare il distanziamento sociale, utilizzare sempre ed in ogni occasione le mascherine a tutela della propria ed altri salute, osservare i periodi di quarantena o isolamento fiduciario, restano le uniche misure da attuare scrupolosamente per poter, in qualche modo, contenere un virus che si sta diffondendo con una velocità inaudita.


Nel frattempo il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ha deciso di non proseguire con l’ordinanza già firmata, considerato che la Regione è stata classificata zona rossa, con tutte le restrizioni e limitazioni che questa fascia comporta. “Avevo appena firmato l’ordinanza di cui tanto si è parlato in questi giorni e su cui tanto abbiamo lavorato con gli assessori e gli uffici, anche dopo aver sentito i sindaci delle altre città metropolitane, ma prima di pubblicarla ho voluto chiamare personalmente il ministro Speranza, con cui lungamente mi ero sentito anche ieri, che mi ha comunicato che la Campania diventa zona rossa”.  A fronte del provvedimento del Governo l’ordinanza sindacale voluta da de Magistris, ovviamente, non ha più motivo di essere emanata, come ha confermato lo stesso sindaco partenopeo che però si e detto comunque “contento del lavoro fatto”.

Con un video postato su Facebook, Luigi De Magistris ha poi dichiarato: “Ora mi sento fortemente di chiedere al Governo, così come ho chiesto al presidente del Consiglio in una lettera indirizzata qualche giorno fa, ristori economici immediati perchè la città non può pagare sulla propria pelle una zona rossa che, se ci fosse stato sul piano sanitario un lavoro diverso nei mesi successivi al lockdown, poteva essere evitata”.



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