Migliaia di persone hanno raggiunto il palazzo della Regione in via Santa Lucia a Napoli da dove è partita la protesta contro le nuove restrizioni Covid. Dopo l’annuncio della Campania in “zona rossa” moltissimi operatori dei mercati della Campania, ambulanti, disoccupati, imprenditori e cittadini che avevano già organizzato una manifestazione per oggi pomeriggio, sono scesi in strada per chiedere misure di contrasto alla difficoltà del momento, con azioni di sostegno concrete. Ai manifestanti si sono aggiunte tante altre persone scese spontaneamente in strada in segno di protesta contro la dichiarazione di zona rossa della Campania, annunciata dal Governo nel pomeriggio di oggi. La manifestazione era stata organizzata da venditori ambulanti dei mercati rionali per protestare contro l’esclusione dai ristori previsti dal Governo.

Nessuna violenza, ma tanta delusione e rabbia negli slogan indirizzati al palazzo del governo regionale e al premier Conte. Solo qualche  fumogeno acceso e bloccato del traffico.

Imponente il dispiegamento di forze dell’ordine, con numerose volanti della Polizia di Stato e uomini in tenuta antisommossa. Nel cielo tra Piazza Plebiscito e via Santa Lucia, gli elicotteri della Polizia, il timore è che tra i manifestati pacifici si potesse infiltrare qualche “professionista della protesta”.

La conferma della Campania zona rossa ha accentuato la disperazione dei manifestanti. “Siamo diventati zona rossa – urlano – e ora ci dovete aiutare. Già siamo in ginocchio e non possiamo sostenere altre restrizioni”. Tutti si sono detti pronti a mettercela tutta per provare a battere il virus “… ma non possiamo pagare ancora noi”. Ora si “deve prendere dai ricchi per dare ai poveri. Non riusciamo neanche più ad arrangiarci. Siamo allo stremo”.

Nello stesso momento, in largo Berlinguer, c’erano un gruppo di attivisti nei pressi della sede della Bnl per chiedere “una million tax: una tassa che prenda i soldi dai Paperoni del paese, da quel 10% della popolazione che possiede il 40% della ricchezza nazionale”.

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