La scuola in Campania è stata chiusa fino ad oggi con una ordinanza del presidente della Regione che scavalcando le indicazioni della ministra Azzolina, aveva chiuso tutte le scuole di ogni ordine e grado dal 16 ottobre. Per la precisione, alla prima ordinanza era seguita un’altra ordinanza che riapriva le scuole dell’Infanzia e gli asili e infine con una ulteriore ordinanza il primo novembre, De Luca chiudeva nuovamente tutte le scuole, compresa quella dell’infanzia.


Oggi, come avevamo anticipato, Vincenzo De Luca, di professione governatore, proroga la chiusura di tutte le scuole. La zona rossa prevedrebbe che scuola dell’Infanzia, Primaria e primo anno della secondaria di primo grado (scuola media) dovrebbero essere in presenza, mentre dalla seconda media in su, solo lezioni a distanza, solo didattica a distanza.

Stando a quanto comunicato anche sulla pagina social del presidente De Luca, la scelta della Campania è ancora diversa dalle regole nazionali e da quanto era in vigore sino ad oggi. L’unità di Crisi ha deciso l’interruzione delle attività didattiche ancora fino al 24 novembre, ma non si tratta di una vera e propria proroga, si parla di un periodo di tempo utile a far riaprire la scuola, in piena sicurezza, dopo uno screening di tutta la popolazione scolastica. Insomma, proroga o screening, dal prossimo lunedì le scuole resteranno ancora tutte chiuse per 9 giorni.


Ma quali alunni rientreranno in classe per le lezioni in presenza? Ebbene, a scuola ritorneranno i piccoli della scuola dell’Infanzia e comunque da 0-6 anni, e della prima e forse seconda elementare. Successivamente lo screening dovrebbe proseguire con il personale delle altre classi elementari e delle prime due classi medie per verificare la possibilità di un ritorno a scuola anche di questi alunni.

Nel comunicato regionale si legge: “Le attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria riprenderanno dal 24 novembre, previa effettuazione di screening su base volontaria sul personale docente e non docente e sugli alunni.


Per gli ordini e gradi scolastici diversi, l’Unità di crisi regionale all’unanimità ha ritenuto di dover confermare la didattica a distanza.

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