Il governatore Campano non ha disertato il consueto appuntamento con la diretta del venerdì per fare il punto sulla questione Covid in Campania. Come al solito De Luca parte da lontano e il suo primo pensiero non poteva che essere per il primo cittadino partenopeo, Luigi de Magistris e per il Governo nazionale: “Vorrei puntualizzare due cose rispetto ad alcune espressioni che ho sentito nelle trasmissioni tv. La prima è “non litigate”, la seconda è “dobbiamo avere collaborazione col Governo”. Vorrei che fosse chiaro che in Campania nessuno sta litigando: la Regione è concentrata sul lavoro, e c’è solo a Napoli un imbecille che litiga da solo, o che cerca di fare sciacallaggio e aggressioni per nascondere la propria nullità amministrativa”.


Senza mezze misure anche sulla collaborazione con il Governo: “Se non vogliamo che questi appelli siano tempo perso, bisogna parlare chiaro e dirsi la verità. Vogliamo tutti unità e collaborazione, ma ci devono essere dei presupposti: il primo è la buona educazione, la correttezza reciproca, mi riferisco ovviamente ad alcuni ministri di questo Governo”.

“Hanno istituito la zona rossa, ma ora, a parte qualche chiusura dei negozi, qualcuno in Italia può dire seriamente che abbiamo la zona rossa? Diciamo che abbiamo istituito in Campania non la zona rossa, ma la “zona rosé“, una zona fiorin fiorello l’amore è bello vicino a te…”

Una “zona rossa” più che altro “terapeutica” per il resto dell’Italia, ha aggiunto De Luca. “C’era mezza Italia, che se non si faceva la zona rossa in Campania, non dormiva la notte…”, ha ironicamente confermato De Luca aggiungendo: “Ora tutti dormono sonni tranquilli”, la Campania è rossa, e lo sciacallaggio che nei giorni precedenti aveva attaccato a spron battuto, si è calmato.



Ma si tratta, appunto, di una zona che appare piuttosto “rosè”. Zona rossa, afferma il presidente De Luca, significa controllo del territorio, significa far rispettare l’ordinanza emanata, ma in Campania tutto questo non accade. In Campania è servita solo a tranquillizzare quanti non potevano sopportare che la regione del “male assoluto”, la regione del lungomare affollato e senza rispetto di alcuna norma anti-contagio, grazie a un “sindaco che non ha mosso un dito per contrastare il contagio”, la regione che è stata sempre l’ultima nella distorta, e vagamente razzista, visione del resto d’Italia, potesse essere stata così virtuosa da restare tra quelle meno colpite dalle restrizioni.

Non poteva essere accettabile che la regione delle “scene di guerra” negli ospedali, come raccontato da qualche consulente del Ministero della Salute, “che sistematicamente fa il contrario di quello che fa il Ministro”, quella Campania dei video nei Pronto Soccorso affollati, realizzati violando una legge che vieta di riprendere gli ospedali, potesse mai essere migliore delle virtuose Regioni, con meno abitanti e decine di migliaia di dipendenti della sanità pubblica in più”. Bisognava riportare tutto nei margini di quella “pseudo normalità” nella quale la Campania deve per forza essere il posto dove le regole non si rispettano. Bisognava infangare il lavoro, i sacrifici e le restrizioni affrontate con encomiabile attenzione dal popolo campano.

Un De Luca molto sarcastico, che non si accontenta solo di ironizzare sulla cosiddetta “zona rosè”, ma attacca politicamente il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Sono arrivati degli ispettori in Campania, un’altra cialtronata tutta propagandistica, che serviva, come la zona rossa, a parare l’onda di sciacallaggio politico mediatico. Bisognava far finta di mettere qualcosa insieme. Ancora oggi la Regione – ha sottolineato De Luca – non è a conoscenza delle relazioni degli ispettori. Sono sui giornali, ma noi non ne siano stati informati”.


Un duro attacco anche al M5S che ovviamente non risparmia il ministro degli esteri: “Di Maio è stato autore di un tentativo, un anno fa, per far nominare in Campania un commissario alla Sanità esterno come in Calabria, e solo per carità di patria evito di commentare quello che ha fatto il governo con la Calabria, ma questo sarebbe stato il destino della Campania se si fosse seguita la linea Di Maio per il commissario”.

Dal canto suo, Vincenzo De Luca si è detto comunque favorevole alla zona rossa, ricordando che dopotutto era stato proprio lui, l’unico governatore a richiedere maggiori restrizioni e una zona rossa per tutta l’Italia, che del resto si appresta a colorarsi tutta con colori certamente più accesi del giallo, tranne zone in cui i numeri proprio non tornano, dove i ricoveri, le terapie intensive e la gravità del contagio non giustificano indici Rt tanto bassi.

“Il tasso dei positivi in Campania è sceso al 15%, ma il governo non c’entra niente, c’entrano le misure che abbiamo preso nelle scorse settimane”. Così ha commentato il calo dei contagi e della percentuale tra tamponi e i positivi riscontrati, che negli ultimi giorni sta caratterizzando i dati regionali. Un merito che si deve alla linea di rigore, che già dall’estate la Campania ha adottato, subendo critiche ed attacchi, come quelli sulla chiusura della scuola, che oggi, nonostante i “servizi giornalistici con dieci genitori con un cartello che chiedono la riapertura”, è richiesta dalla maggioranza dei cittadini di tutt’Italia; come le proteste contro il coprifuoco a Napoli alimentate, anche quelle, da parole dette da chi, pur non avendo fatto nulla per una città che cade a pezzi, e il riferimento è ben chiaro a de Magistris, pensa principalmente a fare propaganda politica per le prossime amministrative.



E si sofferma ancora sulla scuola, il presidente De Luca, che non parla ancora di riapertura: “È possibile, forse probabile, che non si riapra quando abbiamo previsto di aprire. In questo momento abbiamo un’ondata di richieste per non aprire, i genitori sono sinceramente preoccupati. La riapertura per il 24 era una previsione, ma non apriremo nulla se non avremo sicurezza dal punto di vista epidemiologico”.

Il momento che ha maggiormente esaltato la vena ironica del presidente della Giunta regionale è stato quello in cui ha commentato l’iniziativa del governatore veneto Luca Zaia, che nei giorni scorsi ha presentato, provandolo personalmente, il test rapido per rilevare la positività o meno al coronavirus, con risposta in tre minuti. “Ho visto la dimostrazione che ha fatto il collega Zaia, ci avviciniamo al Natale – ha affermato De Luca con un gran sorriso – e quindi devo essere buono”.

Giustamente il governatore campano ha confermato di non capire queste iniziative. Ed in effetti la validità dei tamponi deve essere dichiarata dall’Istituto Superiore della Sanità e dal Ministero della Salute.

“Esistono i tamponi affidabili che nel giro di un minuto e mezzo ti dicono se sei positivo o negativo, sì o no?”. E’ questa la domanda che si fa in diretta De Luca, e giustamente aggiunge: “Siccome i tamponi li distribuisce la Protezione Civile, Arcuri, fateci capire. Ci sono o no? Perchè se ci sono, avete il dovere di consegnarli alle regioni. Se invece non ci sono, o non sono affidabili o non sono certificati, avete, Ministero della Salute e Istituto Superiore della Sanità, il dovere di chiarire che non esistono i tamponi cosiddetti rapidi a risultato cronometrico. Queste sono le cose delle quali il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore della Sanità devono parlare chiaro e per tempo”.


E sempre sul video diffuso da Zaia, De Luca regala un altro dei suoi colpi di teatro, allo stesso tempo ironico, sarcastico e sinceramente colmo di preoccupazione per quanto fatto dal collega veneto: “Per quello che mi riguarda, suggerisco di non seguire l’esempio del mio collega e amico presidente del Veneto, perchè se ti “inzeppi” il cotton fioc nelle narici rischi di perforarti la membrana. Sono cose delicate, da fare in maniera seria e non in maniera dilettantesca”.

In conclusione della sua diretta facebook, De Luca ha parlato del bando per reclutare i medici necessari per la Campania. Un risultato importante nonostante uno spot da scenari di guerra: “Ci servivano anestesisti, infettivologi e pneumologi. C’è stato un bando. La Protezione civile ha fatto uno spot che sembrava lo spot di Emergency per pubblicizzare il bando, è stata una pubblicità un po’ sgradevole. Ha finito per drammatizzare una situazione che è sotto controllo.

Comunque, stiamo facendo le verifiche, hanno risposto 157 medici, alcune rinunce sono fisiologiche. Questo è un bel passo in avanti che facciamo. Se abbiamo conferma dell’80% dei medici che hanno partecipato al bando, abbiamo risolto l’80% dei problemi“.

Il governatore ha chiuso con un appello, al di là della zona rossa che definisce “più che altro virtuale”, alla responsabilità di tutti i cittadini campani, al rigore delle misure di distanziamento da rispettare, più che nelle altre Regioni d’Italia, soprattutto durante le festività natalizie per non incorrere in un gennaio drammatico.

“Il Covid passa, mese prima, mese dopo. Noi – dice De Luca – ci stiamo prepariamo in maniera quasi militare per la somministrazione, appena possibile, dei vaccini anticovid, come è stato fatto per il vaccino antinfluenzale somministrato a oltre un milione di cittadini”.

Gennaro Cirillo




 

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