Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Toscana si pronuncia in merito all’uso obbligatorio delle mascherine al banco dopo numerosi dissensi da parte di mamme, comitati ed associazioni.

Secondo il Garante non sono stati “adeguatamente valutati gli effetti negativi che l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie possono produrre sul piano sia fisico che psicologico”. Il Garante per l’infanzia scrive anche che la continua presenza delle mascherine sul volto, “può inibire la libera espressività e la piena socializzazione, determinando effetti negativi nella crescita di bambine e bambini, ragazze e ragazzi”.

La segnalazione del garante arriva dopo le innumerevoli proteste civili arrivate via mail, ma anche attraverso la piattaforma dell’Autorità nazionale che rimanda alle singole regioni.

I comitati “Alleanza Beni Comuni”, “Obiettivo Periferia” e “La Scuola è dei Bambinihanno anche presentato pochi giorni fa “istanza di accesso agli atti amministrativi” ai dirigenti delle scuole primarie e secondarie di 1° grado della provincia di Pistoia, ma anche scritto lettere dove specificavano il perché del loro NO all’uso fisso della mascherina al banco.

I comitati in una delle loro missive specificano, citando l’art. 1 c. 9 lettera s) del DPCM 3/11/2020, quanto segue: “…il “Protocollo di sicurezza 0-6”, al Decreto del Ministro Istruzione n. 39 del 26/06/2020 e collegato verbale del C.T.S. n. 104 del 31/08/2020 il quale prevede che nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina può essere rimossa in condizioni di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedono la possibilità di aerosolizzazione…In ogni caso, anche di fronte ad un’ interpretazione restrittiva degli articoli del DPCM sopra citati ricordiamo che l’OMS e l’UNICEF, nel documento ufficiale sull’ uso delle mascherine per i bambini, consigliano che la decisione di utilizzare maschere per bambini di età compresa tra 6 e 11 anni dovrebbe essere basata, fra l’altro, sul potenziale impatto dell’uso di una maschera sull’apprendimento e sullo sviluppo psicosociale”.

comitati scuola contro le  mascherine bambini
I comitati “Alleanza Beni Comuni”, “Obiettivo Periferia” e “La Scuola è dei Bambini”

Anche la pagina facebook Mamma Informata, che é oggi seguita da oltre 13mila persone, ha invitato tutte le mamme d’Italia a scrivere, e a raccontare, al Garante per L’infanzia regionale, ricordando anche di specificare il “PROFONDO DISAGIO PERSONALE” che i bambini provano “ad indossarla anche in staticità e per tutta la frequenza in classe, tanto che gli impedisce di concentrarsi e di seguire le lezioni”. Aggiungendo anche che il “profondo disagio personale potrebbe essere la sensazione di respirare male, fame d’aria, testa pesante, nausea ecc. a prescindere dalle sue sue condizioni di salute e che non necessitano di esonero del pediatra”.

Mamma informata Garante infanzia e adolescenza Toscana - Copia
Mamma informata Garante infanzia e adolescenza Toscana

Intervento del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Toscana

Il consiglio regionale della Toscana riporterà la notizia in un comunicato stampa dove viene scritto quanto segue:

“L’uso obbligatorio delle mascherine nelle scuole dove l’attività didattica ed educativa si svolge in presenza, così come imposto dal Dpcm del 3 novembre scorso, solleva preoccupazione da parte di molti genitori che hanno scritto alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Toscana, Camilla Bianchi. Nell’ambito di un’attività propositiva e di sensibilizzazione prevista per legge e in un’ottica di generale collaborazione istituzionale, la Garante, si legge in una nota, ha scritto al premier Giuseppe Conte, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e agli assessori alla Sanità e all’Istruzione Simone Bezzini e Alessandra Nardini, perché vengano adottati provvedimenti a tutela della salute fisica e psicologica di alunne e alunni.

“Pur nella consapevolezza delle numerose e gravi problematiche che le Istituzioni devono complessivamente affrontare in questo momento e pienamente consapevole della necessità di contenere e contrastare il diffondersi del Covid-19 sull’intero territorio nazionale, non posso tuttavia sottacere come le misure assunte a tutela prioritaria della salute pubblica, ancorché necessarie, gravino in particolar modo su bambine e bambini, ragazze e ragazzi che vivono in questo momento una condizione di maggiore fragilità che non può essere sottovalutata” scrive la Garante.

“Ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di genitori che esprimono, in modo accorato, forte dissenso e profonda preoccupazione per l’uso obbligatorio delle mascherine a scuola. A loro dire, infatti, non sarebbero stati adeguatamente valutati gli effetti negativi che l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie possono produrre sul piano sia fisico che psicologico. In particolare dover inalare per molte ore consecutive aria di scarto dei polmoni “può determinare stati di malessere collegati a stress respiratorio” mentre la continua presenza delle mascherine sul volto, “può inibire la libera espressività e la piena socializzazione, determinando effetti negativi nella crescita di bambine e bambini, ragazze e ragazzi”.

Nell’ambito delle rispettive competenze, Bianchi esorta il Governo nazionale e regionale a “valutare l’opportunità di adottare idonei provvedimenti poiché la concreta applicazione delle misure individuate nell’ultimo dPCM sta determinando notevoli disagi per alunne e alunni”.

Andrea Ippolito

 

 

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