L’altalenante situazione campana, a tratti, indecifrabile aveva indotto la Protezione Civile ad emanare, nelle scorse settimane, un bando per il reclutamento di personale sanitario da impiegare nelle strutture del territorio, per la gestione dei casi di Covi-19.

“Si cercano con urgenza 450 medici specializzati da destinare alla Regione Campania per il supporto delle attività delle Aziende sanitarie e ospedaliere soprattutto nei reparti Covid” – si legge nella procedura per l’individuazione di unità specializzate da destinare alla Regione Campania.

Un appello rimasto quasi inascoltato e che si è tinto dell’incredibile man mano che gli operatori addetti a smistare revisionare e verificare le effettive disponibilità, procedevano nel loro lavoro.


Sono stati richiesti in particolare anestesisti, pneumologi, infettivologi e medici di pronto soccorso, almeno 450 unità per poter coadiuvare, supportare, aiutare i colleghi campani in affanno. Solo 165 le mail di adesione e messa a disposizione pervenute. Neanche la metà del personale ritenuto necessario e di queste tra rinunce, malattie e situazioni varie, gli effettivi sono risultati 27, di cui 3 anestesisti, quattro infettivologi e nove pneumologi.

Un numero a dir poco esiguo che lascia tanta amarezza. Diverse le motivazioni delle defezioni. Da chi mosso in un primo momento dal desiderio di aiutare ha poi ritrattato la propria disponibilità per timore di ritrovarsi in una situazione poco chiara, di una sanità allo sfacelo, dove sembra non esserci alcuna garanzia di “tutela” per gli operatori sanitari, complici, forse, anche le immagini che girano sul web.

C’è anche chi, risultato positivo o con sintomi riconducibili al Covid, ha dovuto rinunciare, ma sarebbe proprio voluto partire perché la Campania la conosce bene e sa che qui si lavora col cuore, con tanta professionalità e dedizione, anche se troppo spesso con le sole proprie forze.


Alcuni hanno dovuto soprassedere per una questione puramente economica, pensionati che si vedrebbero aumentare le tasse a fronte di un guadagno esiguo da investire i vitto e alloggio.

L’assurdo si materializza poi in tutte quelle defezioni di chi ha inoltrato la domanda, ma poi ha deciso di fare tutt’altro.

Non per ultimo il solito burlone che ha fornito dati falsi, permettendosi di “scherzare” a dispetto di gente che soffre e muore.

Insomma situazioni paradossali che hanno però lasciato un grande vuoto non solo nelle strutture ospedaliere, ma soprattutto nel cuore di tutti i campani, che si sentono ancora una volta abbandonati alla propria sorte.


E tutto questo proprio mentre circolano voci sull’arrivo a Napoli di migliaia di medici, nulla di più lontano dalla realtà. Intervenendo a tal proposito dalla sua pagina istituzionale il Presidente della Campania Vincenzo De Luca ha sottolineato come, ancora una volta si stia cercando di fare “sciacallaggio” sulla situazione campana.

“I numeri al lotto fatti circolare in questi giorni da irresponsabili, raccontano di migliaia di medici inviati a Napoli. Come certificato dagli uffici regionali, contiamo a oggi solo 10 anestesisti e qualche decina di medici non specializzati. Non ci sono parole.

Proseguiremo ancora nei prossimi giorni con l’operazione verità, contro ogni forma di sciacallaggio nei confronti di una realtà sanitaria che ha dato prova straordinaria di dedizione e professionalità.

È sconcertante che vi sia chi parla e diffama senza fare la cosa più semplice: informarsi sui dati oggettivi” – si legge nel comunicato del governatore che peraltro trasmette una nota degli uffici dalla quale si evince che tre sono stati i bandi indetti per il reclutamento di medici, due a livello nazionale ed uno solo per la Campania. Al primo bando ha fatto seguito l’assunzione di 85 medici senza specializzazione; al secondo sulle 48 domande pervenute, 35 i rinunciatari, 3 in corso di verifica e solo 10 sono attualmente in servizio.



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