A Napoli è il giorno dello stadio che da oggi si chiama ufficialmente “Diego Armando Maradona”. La Giunta del Comune di Napoli ha approvato la delibera proposta dal sindaco, Luigi de Magistris e dall’assessore alla Toponomastica, Alessandra Clemente. L’atto è stato firmato all’unanimità.

L’impianto di Fuorigrotta, da ieri pomeriggio, non si chiama più dunque “San Paolo” ma “Stadio Diego Armando Maradona”. L’amministrazione nell’atto di delibera ha specificato la scelta e ricordato Maradona come “il più grande calciatore di tutti i tempi che con il suo immenso talento e la sua magia ha onorato per sette anni la maglia del Napoli, regalandole i due scudetti e altre coppe prestigiose e ricevendo in cambio dalla città amore eterno”.



San Paolo dunque è destinato ad una inattesa pensione. Anche se, a dirla tutta, in tanti continueranno a identificarlo con il vecchio nome: dopo quasi sessant’anni lo stadio di Napoli e del Napoli è sicuramente il San Paolo, e solo l’immenso amore dei tifosi e della città per colui che è stato definito “l’ultimo re di Napoli”, potrà completare il reale cambiamento del nome dell’impianto anche nei discorsi da bar e nelle dispute nei tanti salotti televisivi.


Intanto, questa mattina, sabato 5 dicembre, toccherà invece al governatore De Luca con il presidente del Napoli De Laurentiis inaugurare la stazione della cumana di Piazzale Tecchio, davanti allo stadio, intitolata anch’essa all’asso argentino e con una serie di ritratti dei campioni azzurri da Diego ad Hamsik, passando per Cavani ed Insigne.

Ieri il sindaco partenopeo, in merito al mancato invito per i rappresentanti del Comune all’inaugurazione, ha così affermato: “Maradona, il suo ricordo, la sua storia, la sua leggenda, il suo mito, la sua capacità di unire come nessun altro sa fare, non meritano polemiche incomprensibili e squallide”.

Magari, almeno per una giornata, si potrebbe sancire una tregua tra governatore e sindaco… nel nome del D10S.

 

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