Si è vista una partita incredibile allo stadio Maradona. Il Napoli ha dominato in lungo e in largo la sfida con lo Spezia, ma esce dal campo con zero punti conquistati. La vittoria va ai liguri per 2-1, con le reti di Petagna, Nzola e Pobega.


La squadra di Gattuso ha iniziato splendidamente la gara, con numerose azioni pericolose (su tutte l’errore di Insigne a tu per tu con il portiere dopo un minuto di gioco). Ed è sempre su questo che il Napoli pecca, la concretezza. Nei primi quindici minuti sono state ben dieci le conclusioni verso la porta difesa da Provedel, quindici nell’arco di tutto il primo tempo, e non è stata realizzata nessuna rete. Continua la bassa percentuale di gol rispetto alle occasioni create. E se non segni il rischio della beffa è dietro l’angolo.

Nonostante ciò, nella ripresa gli azzurri sono riusciti a trovare il vantaggio con Petagna, servito perfettamente da Di Lorenzo. Sembrava dunque che i mostri della mancata vittoria fossero scacciati, ma ci ha pensato Fabian Ruiz a rimettere lo Spezia in carreggiata. Lo spagnolo, ancora tra i peggiori della squadra, commette un’ingenuità enorme e regala il calcio di rigore agli avversari, che riescono a pareggiare. La nuova svolta sembra giungere con l’espulsione di Ismajli, e invece è incredibilmente lo Spezia a mettere in porta il 2-1 grazie a Pobega.


Gattuso aveva inizialmente lasciato Petagna in panchina, provando Lozano falso nueve per attaccare in velocità e profondità la retroguardia bianconera. La scelta ha in fin dei conti dato i suoi frutti, poiché c’è stato un vero e proprio tiro al bersaglio verso il portiere. Ottima trama di gioco dunque, ma scarsa finalizzazione. Ci è voluto però l’ingresso in campo del centravanti di sfondamento per passare in vantaggio. Uno schieramento iniziale che può essere riproposto in futuro.

Poco da dire sulla difesa, dato che i due gol spezzini sono stati le uniche due volte che il pallone ha varcato il limite dell’area. Sul rigore, come detto, responsabilità di Fabian che commette un fallo evitabile, con l’avversario spalle alla porta quasi fuori area, mentre sul raddoppio poca lucidità e poca prontezza da parte dei difensori, in particolar modo di Maksimovic, che non segue Nzola sul tiro che si stampa sul palo, e di Di Lorenzo, che ha mostrato troppa sufficienza credendo che il pallone uscisse e quindi è andato fuori tempo sul tap-in di Pobega.


Oltre Ruiz, non sufficiente la serata di Politano e Zielinski. L’ala italiana, forse anche condizionata dal colpo subito a inizio gara che lo ha poi costretto al cambio a inizio ripresa, è apparso timido nel puntare l’uomo e poco dedito all’aiuto sulla fascia difensiva; il polacco deve ancora trovare quella continuità di prestazioni che un talento come il suo imporrebbe per fare il definitivo salto di qualità. Discorso a parte per Insigne: il capitano ha come al solito smistato palloni con il contagiri per gli inserimenti dei compagni ed è stato l’uomo in più sul fronte difensivo con la generosità e abnegazione che lo contraddistinguono, è mancata però la freddezza sottoporta. Ben otto tiri in porta nel primo tempo, senza infilare la palla in fondo al sacco. Da un giocatore offensivo ci si aspetta prima di tutto la marcatura e a lui oggi è mancata.

La sconfitta permette al Sassuolo di superare gli azzurri e all’Atalanta di affiancarli al quinto posto. Se la Juventus dovesse battere il Milan nel posticipo, il Napoli scenderebbe in sesta piazza. Il prossimo turno vedrà gli azzurri affrontare l’Udinese in Friuli domenica prossima, con la speranza che almeno in quella gara si riesca ad evitare reti nelle uniche sortite avversarie.

Salvatore Emmanuele Palumbo



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