Il Napoli riesce a riscattare la beffa con lo Spezia grazie alla vittoria sul campo dell’Udinese. Ma la gara è stata molto più sofferta del previsto.

Il 2-1 è arrivato grazie alla zuccata di Bakayoko al 90’, dopo che nel primo tempo Insigne aveva portato i suoi in vantaggio su rigore e Lasagna, su gravissimo errore di Rrahmani, aveva messo dentro il gol del pareggio.


La classifica adesso dice quarto posto, in coabitazione con l’Atalanta. Il pareggio dell’ora di pranzo tra Roma e Inter ha permesso di recuperare due punti a entrambe (i nerazzurri distano sei punti, i giallorossi tre) e la sfida tra Juventus e Sassuolo, tutte e due davanti agli azzurri prima del turno odierno e tutte e due momentaneamente superate, farà in modo che il Napoli abbia guadagnato a fine giornata almeno una posizione, due nel caso di pari a Torino.

Si nota, non solo per la partita di oggi ma anche per le altre due degli ultimi sette giorni, un’inversione di tendenza per il gioco azzurro. Fino alle scorse settimane si evidenziava che la squadra di Gattuso non approcciava bene le gare e veniva fuori alla distanza, con il passare dei minuti. Ora invece il Napoli scende bene in campo, creando svariate azioni nei primissimi minuti, andando a scemare di qualità e intensità dopo venti/venticinque minuti. La mole di gioco è stata infatti pesante a inizio partita, culminata con il fallo subito da Lozano in area e la trasformazione del penalty da parte di Insigne.


Sembrava che il match si stesse avviando verso un controllo tranquillo, ma il retropassaggio kamikaze di Rrahmani ha rimesso in carreggiata l’Udinese. Anche la ripresa è partita a spron battuto, senza riuscire però a ritrovare il vantaggio, e i bianconeri in contropiede hanno messo in seria difficoltà la difesa partenopea, tenuta in vita da Meret.

Questa è senza alcun dubbio una vittoria pesante, soprattutto per il modo in cui è arrivata. Non c’è stato oggi il netto predominio azzurro, e i tre punti sono stati conquistati con la voglia e con la grinta. Non è un caso che la rete sia giunta dall’uomo che di mestiere spacca la legna a centrocampo, il più cattivo sportivamente della rosa.

Sembra un disco rotto, ma è inevitabile continuare a dire che Fabian Ruiz sia la nota più negativa della giornata. Lo spagnolo ha le sue qualità (è evidente che la visione di gioco quando non è pressato e il tiro dalla distanza siano dei punti a suo favore), ma in questo momento è l’uomo in meno della squadra. Il ruolo di regista nel centrocampo a due non gli si addice, poiché non riesce a essere decisivo nei contrasti e veloce di testa e di piede per evitare la pressione avversaria.


Sarebbe invece ingeneroso buttare la croce addosso a un ragazzo come Rrahmani, che ha esordito proprio oggi dal primo minuto nel Napoli e che dopo l’errore marchiano non si è più ripreso, uscendo infatti a fine primo tempo, con Gattuso che ha preferito adattare Di Lorenzo al centro della retroguardia.

Sui migliori in campo, fa piacere inserire Meret. Il giovane portiere non ha molte chance di dimostrare il suo valore, vista l’alternanza tra lui e Ospina che il tecnico ha impostato. Alla Dacia Arena ha invece compiuto tre/quattro parate, non difficili ma decisive, che hanno sventato il possibile ribaltone bianconero. Insieme a Meret, da sottolineare le solite prove positive di Insigne, Zielinski e Lozano, che hanno la virtù di tenere sempre vive le azioni e sacrificandosi spesso per dare quantità dietro.

Per il Napoli ora è tempo di entrare in gioco nella terza competizione stagionale. Mercoledì gli azzurri ospiteranno al Maradona l’Empoli per gli ottavi di finale in gara secca di Coppa Italia. Con la Serie A l’appuntamento è per domenica prossima, quando sempre a Fuorigrotta arriverà la Fiorentina.

Salvatore Emanuele Palumbo



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