Non è ancora chiara la dinamica di quanto accaduto nella mattinata di giovedì 7 gennaio ad Agerola, quando nella galleria Palombella che collega i due versanti di quel tratto dei Monti Lattari perdeva la vita la giovane mamma Anna Fogliamanzillo, appassionata di ciclismo ed ennesima amante di questo bellissimo sport vittima della strada.


Le indagini proseguono incessanti. I Carabinieri di Castellammare di Stabia e la Procura di Torre Annunziata che ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio stradale non sono ancora riusciti ad individuare il veicolo pirata che avrebbe travolto la giovane atleta. L’attenzione degli inquirenti si è focalizzata in particolare su quattro autovetture che sarebbero state presenti in quel tratto della statale 366, sotto quel traforo sul valico che dalla costiera e Agerola porta verso Pimonte e si apre sull’aria stabiese e vesuviana.

Le indagini si stanno incentrando proprio sulle quattro vetture individuate e sull’impianto di illuminazione insufficiente, forse guasto.


La galleria che come riportata da tutta la stampa sarebbe stata poco illuminata da circa un mese a causa delle abbondanti piogge, in realtà è da sempre uno dei tratti più pericolosi, in particolare dai tanti ciclisti che la percorrono e da tutti gli utenti che la attraversano proprio perché, appunto da sempre, buia e scarsamente illuminata. Sul luogo della tragedia il Team di Torre del Greco, al quale apparteneva Anna dallo scorso settembre, ha lasciato un segno del grande dolore che ha colpito i tanti colleghi di pedalata e che ha straziato la sua famiglia.

I proprietari delle quattro vetture che sarebbero state sequestrate sono stati ascoltati per provare a raccogliere ulteriori particolari sul terribile incidente. Una di queste potrebbe aver causato la caduta di Anna Fogliamanzillo, le altre potrebbero averla colpita quando la donna era già in terra. L’accoppiata tra la scarsa visibilità e l’alta velocità o forse un sorpasso azzardato o ancora una tragica distrazione possono essere alla base del fatale impatto. Quello che è certo è che nessuna di queste auto individuate per ora si è fermata per verificare l’accaduto o per soccorrere la malcapitata 37enne.


La prima persona fermata nelle ore successive all’incidente, un residente di Castellammare, sembra si sia anche fermato all’uscita del tunnel, dichiarando di aver sentito la sua Yaris urtare un “ostacolo” sull’asfalto, ma che al buio non aveva visto né prima né tantomeno dopo di cosa si trattasse, meno che mai che potesse essere il corpo della sfortunata ciclista. L’uomo avrebbe addirittura dichiarato che, nella sosta dopo aver attraversato il tunnel, aveva anche notato la rottura del paraurti, ma che mai avrebbe pensato a quanto nei fatti era già tragicamente accaduto. Probabilmente Anna era già morta investita prima dal pirata della strada che gli inquirenti stanno ancora cercando.

Nei giorni scorsi si è anche parlato di un probabile malore che avrebbe colpito Anna Fogliamanzillo e che le avrebbe causato una caduta e che solo successivamente sarebbe stata investita dalle alcune auto. I dubbi su questa ultima ipotesi saranno diradati nei prossimi giorni quando si avranno i risultati dell’autopsia.


Share