Nelle ultime ore ha tenuto banco la strana storia che ha visto protagonisti la scuola e il comune di Boscotrecase.

A far scatenare una serie di proteste, comunicazioni, note del comune, chiarimenti e ricomunicazioni, la nota pubblicata sul sito dell’Istituto Comprensivo 1 di Boscotrecase che annunciava la riapertura dei cancelli per la didattica in presenza da lunedì 18 gennaio.


Nella comunicazione della preside, prof.ssa Angela Cambri, si evidenziavano alcune problematiche dovute, a quanto scritto nella nota, a problemi organizzativi causati dalla mancanza o inadeguatezza di interventi di messa in sicurezza, di pulizia e soprattutto per un ritardo di trasmissione di atti relativi al collaudo delle scale di emergenza appena realizzate dall’Ente comunale boschese. Per la dirigente della scuola di Boscotrecase le certificazioni del collaudo sarebbero arrivate solo alle 12,19 di venerdì 15 e di conseguenza in un “orario che non ha consentito la verifica della idoneità della documentazione inviata

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A seguito di quanto scritto, dunque, la dirigente, sempre nella comunicazione pubblicata in data 15 gennaio, prevedeva un dettagliato orario che le scolaresche avrebbero seguito con scaglionamento di ingresso ed uscita delle classi per il rispetto delle norme di distanziamento al fine di evitare pericolosi assembramenti.

La cosa che faceva scattare la perplessità era dovuta al fatto che l’orario di ingresso per lunedì 18 prevedeva l’ingresso delle classi prime, seconde e, cosa anomala, delle classi quarte. Perchè le quarte e non le terze classi della scuola primaria? L’ordinanza regionale firmata oggi dal governatore De Luca, ma ampiamente annunciata nella giornata di ieri, prevede l’ingresso in aula per le prime tre classi della Primaria e non di un ingresso “a macchia di leopardo”: prima, seconda e… quarta.


La scelta di questa anomala modalità, incongruente con le ordinanze deluchiane, ha forse una spiegazione, una anomala spiegazione, ma comunque una “certa” spiegazione logica.

Le classi nell’edificio scolastico di via Annunziatella sono così disposte: al piano terra è ospitata la Scuola dell’Infanzia, al primo piano ci sono le classi prime e seconde della Scuola Primaria che non necessitano delle scale di emergenza, principale oggetto del contendere tra scuola e comune. Infatti, il primo piano dello storico edificio di Boscotrecase, nella parte posteriore dello stabile risulta essere a piano terra essendo la costruzione appoggiata al terrapieno che rappresenta parte del giardino della scuola e collega l’edificio di via Annunziatella alla scuola secondaria di primo grado. Questa particolare conformazione dell’edificio consente alle prime due classi elementari, in caso di emergenza di uscire direttamente dall’edificio, senza usare le scale e nemmeno le nuove scale di sicurezza, ma di accedere direttamente alle vie di fuga e al giardino.

Le classi terze invece sono ospitate al terzo piano dell’edificio e quindi in caso di emergenza dovrebbero accedere proprio alle nuove scale realizzate con un investimento di circa 100mila euro dall’amministrazione e ritenute, nonostante la comunicazione giunta alla scuola ieri mattina, ancora non sicure dalla dirigente. Di conseguenza niente scuola in presenza per le classi terze. E il ragionamento fin qui potrebbe essere comprensibile.


Bisogna sapere che per far fronte alle norme di distanziamento e dedicare aule più ampie agli alunni delle classi quarte e quinte, questi due segmenti della Primaria erano stati già a settembre spostati nelle aule della adiacente scuola media Cardinal Prisco. Ora, la decisione, che nella comunicazione della dirigente Cambri, proprio non è risultata comprensibile è stata quella di sostituire le classi terze, impossibilitate ad accedere all’edificio di via Annunziatella secondo il parere della stessa dirigente, a causa delle non verificate certificazioni delle scale di sicurezza, con le classi quarte, che da ordinanza regionale restano ancora in Dad fino a nuove comunicazioni.

Ecco quanto. Non possono entrare le terze e allora si decide comunque di far entrare un terzo segmento della Primaria: le classi quarte.


Intanto dal canto suo l’amministrazione guidata dal sindaco Pietro Carotenuto, tirata in ballo per le suddette, e scritte dalla dirigente, mancanze, ha tenuto a precisare la propria posizione con una nota:

“Va innanzitutto premesso che questa amministrazione ha sempre orientato la propria azione di governo ai principi di lealtà e collaborazione, con l’unico interesse rappresentato dal bene comune e nel caso di specie dal garantire il diritto allo studio con lo svolgimento delle attività didattiche in un regime di massima sicurezza. Ciononostante, registriamo ancora una volta, come accade ormai da un anno a questa parte, evidenti difetti di comunicazione che causano confusione tra la popolazione, generando un clima di ingiustificata tensione e rappresentando una distorsione della realtà. Anche questa volta pertanto, siamo costretti, nostro malgrado, a fare di seguito delle necessarie specificazioni: come promesso e comunicato per le vie brevi, tramite la DSGA, alla direzione scolastica, venerdì 15 gennaio, è stato consegnato il certificato di collaudo delle 4 scale di emergenza annesse ai due plessi scolastici con la relativa comunicazione di chiusura dei cantieri.

A tal proposito si precisa che l’UTC, giovedì 14 gennaio, ha depositato presso il genio civile di Napoli i certificati di collaudo, a firma dei tecnici incaricati. Il giorno seguente, gli stessi documenti sono stati appunto inoltrati a mezzo Pec alla direzione scolastica.

Ancora, come promesso, comunicato e concordato verbalmente con la dirigenza scolastica, venerdì 15 gennaio è stata eseguita, presso il plesso della scuola secondaria di primo grado, la pulizia delle aree oggetto dei lavori di adeguamento previsti dalla normativa anti-covid19 e la regolare esecuzione, da parte di una ditta specializzata, è stata verificata tramite sopralluogo da parte dell’ufficio competente ed in presenza dell’assessore alla pubblica istruzione.

La chiusura dei lavori di adeguamento di cui sopra è stata comunicata tramite Pec dall’Utc alla dirigenza scolastica il 15/01/2021.


L’Ente Comunale ha quindi posto in essere tutti gli adempimenti dovuti entro i termini stabiliti verbalmente con la dirigenza scolastica e questa Amministrazione, nei limiti delle proprie competenze, continuerà (come già fatto in questi anni) a dare massima priorità alla scuola e alla popolazione scolastica: ne costituiscono prova, ad esempio, i recenti interventi che hanno permesso, per la prima volta in assoluto nella storia comunale, di dotare l’Istituto Comprensivo Boscotrecase 1 – S. M. Prisco di scale di emergenza a norma, a tutela della sicurezza degli alunni e di tutto il personale scolastico.

Le decisioni assunte dalla dirigente scolastica in merito alle modalità di svolgimento delle attività didattiche della scuola primaria esulano pertanto dalle competenze dell’Ente comunale e soprattutto dagli adempimenti posti a carico del Comune.

A questo va aggiunto infine, per completezza d’informazione, che successivamente alla nota della dirigente scolastica, la regione Campania, con ordinanza n. 2 del 16/01/2021, ha stabilito il ritorno in presenza da lunedì 18 gennaio solo degli alunni delle classi terze della Scuola Primaria, oltre che per l’infanzia e per le classi prime e seconde della primaria, già in presenza da lunedì 11 Gennaio. Le classi quarte e quinte della primaria, invece, continueranno con la didattica a distanza fino a nuove disposizioni”.


Oggi è infine giunta l’ulteriore comunicazione della direzione scolastica di Boscotrecase che ha rimodulato gli ingressi prevedendo per lunedì 18 l’ingresso, come da ordinanza regionale, delle prime tre classi della Scuola Primaria.

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Ora resta solo ancora un punto oscuro: le classi terze entrano nelle loro aule al secondo piano? E allora o accedono alle aule nonostante la mancata verifica della idoneità della documentazione inviata relativa alle scale di sicurezza o la dirigente nel frattempo ha avuto tempo di verificare i documenti inviati dal comune: quello che è certo è che almeno si è evitato di infrangere un’ordinanza regionale e magari ci siamo risparmiati anche un po’ di battute ironiche, post sui social e qualche barzelletta.

Gennaro Cirillo



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Da sempre abituato a vivere con il Gazzettino vesuviano in casa, giornale fondato pochi anni dopo la sua nascita dal padre Pasquale Cirillo. Iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1990, ricorda come suo primo articolo di politica un consiglio comunale di Boscotrecase, aveva 16 anni. Non sa perchè gli piace continuare a fare il giornalista, sa solo che gli piace, e alle passioni non si può che soccombere. "Il mestiere più bello del mondo".