Una Rsa per anziani ed un centro cardiovascolare all’avanguardia, collegato con il San Raffaele di Milano: arriva la proposta che potrebbe rivoluzionare il futuro dello stabilimento delle Nuove Terme di Stabia di Castellammare di Stabia, da anni ormai abbandonato dopo il fallimento della società partecipata Terme di Stabia spa.

Ad accennare all’iniziativa imprenditoriale è stato nelle scorse ore il commissario liquidatore della Sint Vincnezo Sica, in audizione in commissione speciale Terme. L’intenzione sarebbe anche quella di reimpiegare i lavoratori della società fallita Terme di Stabia.



“A Castellammare si respira finalmente un’aria nuova, una ventata di ottimismo e di fiducia. Gli imprenditori tornano ad investire sul territorio. E la proposta pervenuta per le Nuove Terme sarà discussa presto in consiglio comunale”. Così il presidente della commissione Terme Salvatore Gentile e i consiglieri Annamaria De Simone Emanuele D’Apice.

“Basta con le strumentalizzazioni politiche e con i sospetti di trame oscure su Terme e sul percorso di sviluppo della città. Stiamo vivendo giorni importanti: dopo la proposta pervenuta ieri al sindaco da parte di un grande gruppo imprenditoriale intenzionato ad investire in città e ad assumere i lavoratori di Meridbulloni, oggi riscontriamo l’interesse di imprenditori di rilevanza nazionale su Terme, che hanno contattato il commissario liquidatore manifestando la volontà di puntare anche sui lavoratori termali. – proseguono Gentile, De Simone e D’Apice – Quest’attenzione degli imprenditori e dei privati è il segnale di una città che torna finalmente attraente per l’imprenditoria sana, che ha fiducia nella credibilità, nella stabilità e nelle idee chiare di questa amministrazione comunale. Il liquidatore ha depositato la sua relazione l’11 gennaio e quest’ultima è pervenuta sulla scrivania del sindaco tre giorni fa.



Ne parleremo in consiglio comunale, come abbiamo sempre fatto sin dal primo giorno, dialogando in maniera trasparente con le forze politiche, la società civile e tutti i cittadini. Chi racconta una versione diversa è poco informato o finge di esserlo. Forse perché quando è stato in prima linea, non è riuscito a catalizzare le stesse attenzioni da parte degli investitori e ha persino cacciato via i lavoratori termali dall’aula consiliare. Lavoratori a cui noi restituiremo la dignità e la speranza che in passato a loro era stata negata. Lavoratori che rappresentano il cuore pulsante della nostra città.

Ma in fondo non ci va neppure di biasimare chi prova a distorcere la realta: quando le amministrazioni hanno vita breve e si perdono in litigi e spartizioni, infatti, l’imprenditoria sana scappa via. Castellammare è tornata ad essere una realtà su cui investire e si è ripresa il suo ruolo cruciale nello scenario nazionale. Con il Puc stiamo dando regole certe in tempi certi per gli operatori che intendono puntare sulla nostra città, spazzando via qualsiasi dubbio e interpretazione e definendo un quadro chiaro per chiunque intenda investire a Castellammare. Non ostacoliamo la sua fioritura e contribuiamo tutti insieme a farla brillare. Oggi si respira finalmente un’aria pulita e non permetteremo a questi gufi di inquinarla nuovamente. Avete già dato, ora lasciateci lavorare”.



“Il progetto – ha detto invece il consigliere comunale di opposizione Andrea Di Martino – è quello di una RSA per anziani ed un centro cardiovascolare all’avanguardia, collegato con il San Raffaele di Milano. Intenzione degli imprenditori sembra sia quella di reimpiegare i lavoratori della società fallita Terme di Stabia”.

“Se le notizie sono fondate – commenta Di Martino – sembrerebbe un buon segnale. Pare però che da 20 giorni l’offerta sia sul tavolo del sindaco e attende riscontro. Ora non so quanto sia solida l’offerta, ma penso che sia urgente convocare il Consiglio e avviare un percorso di valutazione dello stato di liquidazione e dei possibili sviluppi.



Non vorrei che il tentativo goffo di ingraziarsi i lavoratori, facendo loro prospettare una fantomatica assunzione al Comune, sia l’ennesima occasione persa per la città, sacrificata sull’altare dei microinteressi di alcuni. Consiglio comunale subito e discussione alla luce del sole sul futuro dei beni del Solaro. Non c’è più tempo da perdere”, ha concluso il consigliere comunale di Italia Viva.



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