La campagna di vaccinazione potrebbe subire un forte rallentamento se non addirittura un improvviso arresto dovuto al ritardo nella consegna delle dosi del vaccino Pfizer.

L’azienda produttrice aveva già fatto rilevare, settimane addietro, che aumentando smisuratamente la richiesta delle dosi, innescata anche dalla mancata approvazione di altri vaccini, ci sarebbero stati problemi nella fornitura e nell’espletamento delle richieste pervenute.


La sola Comunità Europea ha, infatti, raddoppiato la sua domanda, passando da 300 milioni a 600milioni di dosi, utili a vaccinare circa 300 milioni di persone, considerato che l’immunizzazione avviene solo dopo la seconda inoculazione. D’altro canto anche gli stessi Stati Uniti, hanno aumentato il quantitativo di dosi richieste, portandolo da 100 a 200 milioni.

“Al momento la situazione non sembra buona – aveva dichiarato il Ceo Ugur Sahir – si sta verificando una scarsità perché mancano altri vaccini approvati e dobbiamo colmare il vuoto con il nostro”.

Tuttavia la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha prontamente provveduto a rassicurare tutti gli stati membri UE affermando che i ritardi fanno parte della normalità soprattutto durante un’emergenza sanitaria con la portata di quella attuale e che potrebbero ripresentarsi anche in futuro.


“Sono problemi che avvengono quando si lavora a questa velocità” ma “ci aspettiamo che il calendario di consegne venga rispettato”, ha aggiunto la Von der Leyen.

“A seguito delle notizie sui ritardi nella consegna sui vaccini ho chiamato immediatamente l’amministratore delegato di Pfizer – ha precisato la Presidente – che mi ha spiegato che c’è un po’ di ritardo per la prossima settimana, ma mi ha anche assicurato che tutte le dosi ordinate per il primo trimestre saranno consegnate nel primo trimestre e che il ritardo sarà ridotto al massimo”.

“La riduzione temporanea riguarderà tutti i Paesi europei”, ha sottolineato l’Istituto norvegese di Salute Pubblica (Fhi), al quale l’azienda statunitense ha notificato la situazione. “Non è ancora chiaro quanto tempo occorrerà esattamente prima che Pfizer raggiunga una capacità di produzione massima, che salirà da 1,3 a 2 miliardi di dosi” all’anno.


Il ritardo è da imputare, però, anche ai “lavori in corso nello stabilimento di Puurs, in Belgio, dove le dosi vengono prodotte”, come precisato dal ministero della Salute tedesco, che ha aggiunto “la Commissione Ue e, attraverso essa, gli Stati membri dell’Ue, sono stati informati con un breve preavviso che Pfizer non sarà in grado di rispettare pienamente le quantità di vaccino promesse”.

I ministri di alcuni Paesi membri, quali Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Lettonia e Svezia hanno tuttavia manifestato la propria titubanza e preoccupazione in merito alla questione, indirizzando congiuntamente una lettera alla Commissione europea nella quale hanno lamentato una “situazione preoccupante ed inaccettabile” che mina la “credibilità del processo di vaccinazione”

Nel frattempo la Biontech/Pfizer ha raggiunto accordi con altre case farmaceutiche in Europa per incrementare la produzione. Un aiuto potrebbe arrivare dall’azienda francese Sanofi che, secondo quanto reso noto dal primo ministro per l’industria francese, Agnes Pannier-Runacher, essendo ancora indietro nello sviluppo del proprio vaccino, potrebbe mettere a disposizione i suoi stabilimenti per la produzione del farmaco approvato dall’EMA.

Un decisivo passo in avanti dovrebbe, poi, arrivare a fine mese quando, si spera, verrà autorizzato il vaccino AstraZeneca che assieme a quello Moderna del quale sono state ordinate già 160milioni di dosi, porterebbe finalmente a una svolta.


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