Il 1 novembre del 2005, con risoluzione unanime, gli stati membri delle Nazioni Unite decidevano che il 27 gennaio di ogni anno sarebbe stato dedicato alla memoria delle vittime dell’Olocausto.

Una data cruciale, quella del 27 gennaio perché corrisponde al giorno dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz.

“Quando si parla dell’orrore dei campi di concentramento lo si fa come se fosse un fatto remoto, lontano nel tempo, ma in realtà è una ferita aperta che brucia ancora” ha commentato il primo cittadino di Pompei, Carmine Lo Sapio. “Un orrore che vive ancora negli occhi e nelle parole dei pochi sopravvissuti che continuano a raccontare quella terribile pagina della storia umana.


La memoria del passato è la spina dorsale delle nostre democrazie e il principale antidoto contro le discriminazioni di ogni sorta. Il mondo intero ha pagato un tributo altissimo, compreso la città di Pompei. Perpetrare il ricordo delle vittime è un dovere che spetta a ciascun cittadino”.

Sono quattro, i pompeiani che hanno vissuto l’incubo dei campi di concentramento. A ognuno di loro, il Capo dello Stato ha concesso la medaglia d’onore.


Si tratta di Domenico Paduano, scultore e artefice, tra l’altro, delle vetrate artistiche della storica parrocchia del SS. Salvatore; Aniello Cicalese, capo stazione e poi archivista del Santuario Pontificio; Giovanni Arpaia, insignito di tre Croci di guerra, una delle quali per essere rimasto al proprio posto nonostante una ferita alla testa; Rodolfo Severino che fu fatto prigioniero dai tedeschi dall’8 settembre del ‘43 all’8 maggio 1945.

Il sindaco di Pompei e l’Amministrazione comunale, questa mattina, hanno deposto delle corone di alloro presso le lapidi apposte in loro memoria su via Plinio.

Per tutta la giornata, le bandiere di Palazzo de Fusco saranno esposte a mezz’asta.



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