Raffele Cutolo, ex boss della nuova camorra organizzata, è ritornato nella sua terra alle 23.15 di ieri. La sua salma ora riposa nel cimitero di Ottaviano.

Ad attenderlo c’erano la moglie Immacolata Iacone, che recava con sé un mazzo di fiori, e la figlia Denyse. Le esequie sono state celebrate in forma strettamente privata, tra le 6 e le 7 di questa mattina, alla sola presenza di familiari stretti e parenti. Per l’ultimo saluto, non era infatti stato autorizzato il funerale pubblico, erano presenti in tutto 12 persone, tra le quali, oltre alla moglie e la figlia di Raffaele Cutolo, la sorella ed il fratello, Rosetta e Pasquale, e pochi altri parenti del “professore”, mentre il paese era presidiato dalle forze dell’ordine.


Già dalla serata di ieri diverse pattuglie di carabinieri hanno presidiato il paese, evitato l’ingresso di curiosi e giornalisti al cimitero, mentre altri uomini dell’Arma erano dislocati davanti al municipio e sulla strada che porta al Castello Mediceo, conosciuto anche come “castello di Cutolo” dopo che il boss lo acquistò e ne fece la sua fortezza negli anni bui della storia criminale del vesuviano.

Il castello fu poi confiscato e restaurato, ed un’ala del palazzo è stata intitolata a Mimmo Beneventano, consigliere comunale impegnato nella lotta alla camorra, che fu ucciso ad Ottaviano nel 1980, proprio mentre in città regnava la Nco di Cutolo.


Intanto, oggi, il cimitero di Ottaviano, dove da oggi riposano i resti mortali di Raffaele Cutolo, è rimasto chiuso per motivi di ordine pubblico, come disposto da una ordinanza del sindaco Luca Capasso.

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