Ospite nella trasmissione di Silvia Toffanin su Canale 5, Casalino stava promuovendo il suo libro “Il portavoce”, quando ha chiesto alla troupe di fermarsi.

Troppi i ricordi che salgono a galla, troppe le sensazioni da dover gestire e in pochi minuti tutto torna così vivido nella mente da fargli perdere per un attimo l’equilibrio; la voce strozzata dall’evidente forte sensazione provata nel ripercorrere gli anni della sua vita.


L’ex portavoce ha parlato degli anni della sua fanciullezza, delle percosse e della paura di un padre ubriacone e violento. Ad un certo punto si è fermato, visibilmente provato dai ricordi, oggi lontani, ma sempre così presenti come una ferita che non potrà mai rimarginarsi. Il pensiero della mamma, molestata e picchiata con pugni in pieno viso e morsi; scene di una vita passata che continuano ad accompagnarlo con lo stesso immenso dolore provato e mai risanato.


Figlio di emigranti in Germania, Casalino ha anche raccontato di aver subito angherie, minacce e botte dai suoi compagni di scuola, lui così bravo da essere scelto tra tanti per frequentare una scuola per i migliori, ma pur sempre l’unico italiano in una Germania dove si è sempre sentito “fuori posto” e vittima di una razzismo subdolo; costretto a vivere con indumenti, mobili, materassi dismessi da altri..

Il suo racconto si conclude con un accenno alla sua omosessualità, una realtà che ha imparato ad accettare, ma che fa ancora fatica a condividere apertamente con gli altri. Ora Casalino guarda al futuro, con la speranza di chi sa di poter e voler fare di meglio, ma il passato resta la sua ombra dolorosa.

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