Il numero di contagi è in forte aumento – soltanto nel comune di Torre Annunziata si contano 807 cittadini attualmente positivi – ma da non sottovalutare sono le ripercussioni psicologiche che le persone si ritrovano a dover affrontare a seguito di questa seconda ondata. È stato registrato un incremento significativo di disagi psichici e ricadute sulla salute mentale: in Italia si stima il 67% circa, di cui il 50% ha manifestato i sintomi per la prima volta in concomitanza dell’inizio del lockdown; il 33% ha avuto un aggravamento dei sintomi preesistenti.


Il forzato isolamento e l’interruzione della quotidianità hanno inevitabilmente accentuato sensazioni di angoscia, tristezza e depressione. C’è chi stenta a dormire, chi avverte mancanza di energia e forte senso di debolezza, chi ha sviluppato vere e proprie fobie e chi, nei casi più gravi, manifesta ansia frequente, attacchi di panico e disturbo post traumatico da stress.

Grossa rilevanza al problema è stata posta dal presidente Mattarella, il quale ha affermato: “La salute mentale è un diritto che deve essere garantito a tutti, tutelando e sostenendo coloro che non possono autorappresentarsi”.


Emerge dunque la necessità, ora più che mai, di fornire assistenza e rafforzare questo tipo di supporto, affinché si possa dare ascolto alle fragilità di chi convive con una sofferenza psichica e si possa garantire il superamento di ogni forma di discriminazione. Aumentare l’informazione, potenziare sportelli d’ascolto nelle scuole e dar vita a sistemi di integrazione negli spazi educativi, sono alcune delle soluzione che ogni Comune dovrebbe attivare. Nella fase che si sta attraversando nessuno è esente dalle difficoltà ed è giusto porvi un’adeguata attenzione, ricordando che il trauma da pandemia lascia segni sulla psiche di tutti e rischia di compromettere, anche a lungo termine, il ritorno alla normalità.

Giulia Pinto



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