Si è concluso il primo accordo tra un’azienda italiana e un’azienda titolare di brevetto. Si tratta del contratto firmato con la multinazionale statunitense Patheon Thermo Fisher, che ha due sedi nel nostro Paese: a Monza e a Ferentino (in provincia di Frosinone).


La sede Thermo Fisher più grande è quella di Monza, un vero e proprio centro all’avanguardia, specializzato nella produzione di farmaci iniettabili sterili per conto terzi e che rifornisce oltre 20 Paesi nel mondo. L’accordo prevede che lo stabilimento monzese lavori per la produzione di 130mila fiale Pfizer al giorno.

Tuttavia, quella con Pfizer non è l’unica collaborazione: essa si aggiunge all’intesa che l’Adienne di Caponago ha stretto con il fondo sovrano russo per la produzione del vaccino Sputnik, e alla possibile chiusura di ulteriori contratti con la agratese ACS Dobfar che, nel suo stabilimento di Anagni (Lazio), ha dichiarato la disponibilità a coprire un mercato legato quasi sicuramente alla fabbricazione del vaccino Sputnik.


Inoltre, è opportuno rivolgere uno sguardo anche alla sperimentazione, appena iniziata, del vaccino italiano a Dna anti-COVID-19, ideato da Takis di Castel Romano in cooperazione con Rottapharm Biotech di Monza.

Alla luce di quanto detto e delle dichiarazioni del premier Draghi, l’obiettivo del suo governo è quello di accelerare la campagna di vaccinazione in Italia, triplicando il ritmo attuale delle somministrazioni: “Ad oggi, si vedono già i primi risultati di un’accelerazione. Solo nei primi undici giorni di marzo è stato somministrato quasi il 30% di tutte le vaccinazioni fatte fino all’inizio di queste mese: è il doppio della media dei due mesi precedenti. Il ritmo giornaliero attuale è di circa 170mila somministrazioni al giorno. L’obiettivo è triplicarlo presto”.

Giulia Pinto



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