Arriva dalle Filippine la notizia della scoperta d una nuova variante del Sars-CoV-2. La comunicazione è stata data sabato scorso nel corso di un briefing tenuto dal Dipartimento della Salute locale con i media online. Una mutazione non ancora riscontrata in altri paesi è stata infatti individuata dal Philippine Genome Center in 85 casi di contagio da Coronavirus.

“Stavamo aspettando i dati per sapere se questo ceppo fosse unico per le Filippine o fosse stato già scoperto in altri Paesi”, ha dichiarato la dottoressa Anna Ong-Lim, membro del gruppo consultivo tecnico del DOH. “Ci hanno detto che è davvero una nuova variante”.


Si tratterebbe di una variazione del ceppo originario caratterizzata da un insieme unico di mutazioni, della quale ancor poco si conosce. Allo stato attuale però non è ancora possibile determinare se debba essere considerata più o meno pericolosa della malattia originaria da cui si è sviluppata. Al lavoro il gruppo di consulenza tecnica che ha aggiornato il numero dei casi a 98 correlati alla variante che è stato denominata P.3.

Nelle Filippine, secondo le stime della John Hopkins University, la pandemia ha causato oltre 600mila contagi e quasi 13mila morti. Adesso occorrerà procedere ad ulteriori approfondimenti su questa nuova variante per capire quale impatto possa avere nel mondo.


Anche in Giappone è stato riscontrato un caso riconducibile a questo nuovo ceppo in un 60enne arrivato a Tokyo, lo scorso 25 febbraio, e proveniente proprio dal Paese del Sud-Est asiatico. Il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare giapponese ha fatto sapere che l’uomo inizialmente asintomatico è stato sottoposto ad ulteriori analisi da parte dell’Istituto Nazionale di malattie infettive, che hanno confermato la stessa natura del virus segnalato nelle filippine.

Intanto questa ultima mutazione è già arrivata in Europa. Nei giorni scorsi sono stati identificati due casi collegati alla P.3 nel Regno Unito. Il ministero della Salute ha confermato che questo ceppo contiene una serie di mutazioni come la E484K, la stessa che si trova nella variante di Manaus (P.1) e che cambia la forma della proteina spike rendendola meno riconoscibile agli anticorpi prodotti dall’infezione naturale o dalla vaccinazione.

La mutazione P.3, pertanto, potrebbe essere più resistente ai vaccini anti Covid-19 in fase di distribuzione, ma si tratta al momento solo di ipotesi.



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