Anna Motta e Pino Paciolla, sono i genitori di Mario, ricordate, il cooperante italiano della Missione di Verifica ONU in Colombia, trovato impiccato nel suo appartamento a San Vicente del Caguán il 15 luglio scorso. Ebbene dopo mesi di silenzio sono tornati a parlare.


Durante una intervista concessa a “il manifesto”, hanno affermato di non essersi “sentiti supportati assolutamente dall’ONU dopo quel tragico giorno del 15 luglio scorso, quando nel corso di una telefonata, li informarono in pochi secondi della morte di Mario e delle modalità, (senza nessuna certezza!), chiedendo solo se loro se fossero interessati a riavere la salma”.

Umanità zero nei confronti di due genitori che attendevano da giorni il ritorno a casa del loro figlio.

Ebbene oggi il loro appello, rivolto ad amici dei social, ai media, agli amministratori locali e alle istituzioni tutte ed ad ogni fonte di comunicazione possibile, è chiarezza nelle risposte e tenere vivo il caso di questo nostro compatriota.


In tal senso la cittadina di Sant’Anastasia, con il benestare del sindaco, ha accolto l’appello ed ha acconsentito all’affissione alle porte del Municipio di uno striscione in ricordo del sacrificio di Mario e per ricordare il diritto della famiglia ad avere risposte certe.

Anna e Pino hanno voluto ringraziare il sindaco Carmine Esposito, l’assessore alla Cultura Saveria Giordano, il capo di gabinetto Alfonso Di Fraia e la cittadinanza tutta, per la sensibilità nell’accogliere la loro richiesta: “Un grazie anche all’amico Carmine Scognamiglio, per l’impegno relativo all’esposizione di uno striscione che amplifica il grido della nostra famiglia e di chi personalmente ha conosciuto Mario.


Ci auguriamo – hanno aggiunto i genitori di Mario – che altri Comuni possano aderire a questa iniziativa per poter mantenere sempre alta l’attenzione sul caso di nostro figlio, per lui e per le persone che hanno ideali di giustizia, che sono portavoce degli ultimi e che ancora credono in un mondo migliore… Grazie”.

La speranza di chi scrive e del nostro giornale, è che in questo istante, ognuno si senta amico, fratello e genitore di Mario Paciolla e dia voce al grido di dolore e di giustizia della famiglia.

Ciro Notaro