Era il lontano 30 marzo 1888 quando a Castellammare nasceva una delle più grandi personalità stabiesi: Libero D’orsi. Lo storico preside e archeologo che portò alla luce gli scavi stabiesi, illuminando il patrimonio artistico e culturale non solo di Castellammare di Stabia ma dell’intera regione e nazione.

Scavi che a distanza di oltre un secolo sono ancora celebrati e visitati dai turisti di tutto il mondo a fianco dei, più noti, vicini scavi pompeiani.


D’orsi, da preside della scuola media Stabiae di Castellammare, fu un uomo fortemente appassionato di archeologia e di scrittura, tanto appassionato da intraprendere in solitaria la prima sistematica campagna di scavi archeologici nel 1950. Grazie al suo intervento e al suo impegno venne esplorata dapprima la grotta di San Biagio e poi furono riportate alla luce le due ville romane di Stabia. Alla sua figura Castellammare deve tantissimo.

Anche il sindaco stabiese Gaetano Cimmino lo ha celebrato stamani con un post su facebook, ricordando che a lui è dedicato il Museo Archeologico di Castellammare inaugurato lo scorso 24 settembre presso la Reggia di Quisisana.

Si tratta non solo di un riconoscimento al valore dei monumenti stabiesi, di cui Castellammare abbonda, ma anche un riconoscimento al valore di un uomo del calibro di Libero D’orsi.

Ivano Manzo



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