Più riflessivi, più attenti a quello che ci può capitare? Che la natura ci può regalare da un giorno all’altro? Interessanti interrogativi a cui è difficile dare una risposta. Le nostre vite sono cambiate all’improvviso. È bastato un virus a rivoluzionare il mondo: tutto il mondo. Se il virus fosse stato creato in laboratorio a scopi offensivi, se ne stanno pentendo amaramente i soggetti che l’hanno concepito. Gli è scappato di mano. È diventato un boomerang micidiale contro chi l’ha voluto ed il mondo intero. Terribile beffa per gli “inventori”, che si pentiranno a vita della loro “scoperta”. Se, invece, non c’è la mano dell’uomo dietro il flagello del Covid allora, per certi versi, la situazione diventa ancora più preoccupante.

Nel primo caso, la creazione del bacillo ad opera dell’uomo, dovrà spingere gli “inventori” a trovare rimedi, al di là dei vaccini. Un qualche cosa che distrugga il Covid, che lo annienti, che lo faccia scomparire allo stesso modo di com’è nato. E questo sarebbe il caso più semplice.

Se invece è la “natura” che l’ha inventato – com’è molto probabile – allora le cose si complicano. Perché, sconfitto il virus con la vaccinazione di massa ne potrebbe nascere un altro ancora più aggressivo, più mortale.

Una volta, quando si ipotizzava la distruzione del mondo, veniva facile pensare alla bomba atomica. Ai tanti morti innocenti di Hiroshima e Nacasachi. Eventi che sono rimasti impressi nella memoria dell’umanità per le tante vite spezzate all’improvviso, mentre vivevano la loro esistenza di ogni giorno. Ed anche ai tanti contagiati dall’atomica, che forse hanno rimpianto di non essere morti subito, per le conseguenze terribili che si sono portati dietro. Certo, la guerra. Ma a quei tempi i conflitti s’immaginavano con le armi tradizionali, con i carri armati, con le bombe. Il lancio delle prime atomiche fece dalle 90.000 alle 166.000 vittime a Hiroshima e 60.000  – 80.000 vittime a Nagasaki. Una vera ecatombe per l’epoca. Numeri, con tutto il rispetto, ridicoli se rapportati al Covid dei giorni nostri: 126.697.603 casi confermati nel mondo dall’inizio della pandemia di cui 2.776.175 morti ad oggi. E, purtroppo, tutto lascia prevedere che questi numeri, al di là dei vaccini, non si bloccheranno.

Il mondo sta cambiando ad una velocità siderale, anche e soprattutto per colpa dei suoi abitanti. E questo cambiamento pare non preoccupare nessuno, se non gli addetti ai lavori. Il motto di una volta: “lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato” sembra una fesseria. Uno slogan di quelli che moralmente vanno pronunciati per esaltarsi, per sentirsi migliori, ma che “trovano il tempo che trovano”, come si suole dire. Insomma, una cosa è citarli con grande considerazione di sé stessi, una cosa è praticarli.

Certi comportamenti umani, ad analizzarli con un minimo d’attenzione, sono letteralmente assurdi, da psicanalisi. “Il bene dei figli prima di ogni cosa”, è il desiderio di ogni genitore. Ma questo “bene supremo” è visto dalle angolature più diverse. C’è chi pensa che il “bene assoluto” sia la ricchezza, con cui puoi… tutto. Altri, la “salute”. Altri ancora la “felicità”. Insomma, ogni persona il “mondo”, “l’umanità”, “la vita” la squadra da un’angolazione diversa. Una visione che è il frutto della propria storia. E non è detto che i più colti, i più benestanti, i potenti, hanno la “verità assoluta” nella loro visione. Su questa tematica se si confrontano i più umili tra gli umili e i più sapienti tra i sapienti non è proprio scontato che siano questi ultimi ad avere ragione. Anzi, spesso è proprio l’incontrario. “Il carattere di una persona è il proprio destino”, è questa una massima proprio azzeccata. Ma anche e soprattutto “l’umanità di una persona è il proprio destino”… e di chi gli stanno vicino.

Elia Fiorillo

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