Dopo una lunga trattativa durata mesi è stato trovato il sito che ospiterà la sede della Sbe Sud, la realtà industriale dell’imprenditore emiliano Alessandro Vescovini, che ha deciso di investire sul territorio stabiese e sulle sue maestranze per la produzione di viti e bulloni.

Sicuramente protagonista centrale della buona riuscita di tutta la vertenza, il comune di Castellammare di Stabia con in prima linea il sindaco Gaetano Cimmino che si è battuto sin dal primo momento al fianco degli operai e ha tenuto i contatti con l’imprenditore Vescovini e che si è fatto promotore in prima persona degli incontri con Regione e Mise.

Una svolta per la città e per tutti gli operai della ex Meridbulloni, l’azienda di bulloni e viti che aveva annunciato l’idea di chiudere la fabbrica di Castellammare, chiusura che è avvenuta poi lo scorso 18 dicembre lasciando a casa oltre 80 operai.


Dopo mesi di vertenza e mobilitazioni di tutte le parti sociali e politiche stabiesi, maggioranza ed opposizione, l’interessamento concreto da parte del Mise e del Governo e alla tenacia degli operai una speranza era arrivata proprio dall’imprenditore emiliano che aveva manifestato il suo interesse anche per l’intero pacchetto operai ormai ex dipendenti di Meridbulloni.

Una speranza che però si era infranta quando era trapelata la notizia di uno stallo alla trattativa poiché non si era trovato l’area giusta per la costruzione della nuova fabbrica del gruppo guidato da Vescovini.

Uno stallo questo che dopo aver creato giorni di panico fra gli operai, preoccupazione sociale e fibrillazione politica ha trovato sbocco positivo. Dopo un ulteriore incontro promosso dall’Assessorato Regionale, è stato finalmente individuato il sito promesso: si tratta dell’area ASI di Torre Annunziata.

È lì che sorgerà la nuova fabbrica.

“La procedura contemplata dalla normativa – si legge sulla nota rilasciata dalla Regione Campania – prevede l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti a sostegno della acquisizione a cui farà seguito la locazione a favore del Gruppo Vescovini che provvederà rapidamente agli interventi di ristrutturazione ed adeguamento.

I presenti hanno espresso piena soddisfazione anche in ragione del rispetto dei tempi di realizzazione previsti inizialmente per l’intervento di reindustrializzazione; con oggi è stato avviato un percorso volto alla definizione di una vicenda che interessa 55 unità della ex Meridbulloni e il relativo indotto”.


Ad annunciare la notizia alla comunità cittadina stabiese è stato lo stesso imprenditore emiliano al Consiglio Comunale di Castellammare del 15 aprile; consiglio chiesto da diversi mesi dal M5S stabiese per avere aggiornamenti sulla situazione. È stata grande la gioia mostrata da Vescovini per il risultato finalmente raggiunto; una gioia ancor più grande per gli operai dell’ex MEB che hanno visto l’uscita da questo tunnel infernale in cui erano piombati mesi fa.

Soddisfazione anche per il sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino e per gli altri esponenti politici locali tra cui l’onorevole Teresa Manzo del M5S, da sempre vicina alla vicenda e agli operai stabiesi.


“Apprendo con soddisfazione dell’avvenuta individuazione dell’area dove sarà allestito il nuovo stabilimento produttivo Sbe Sud che accoglierà i dipendenti della ex Meridbulloni assunti dal Gruppo Vescovini” scrive la deputata pentastellata che sullo spostamento della zona della fabbrica dichiara: “pur non avendo mantenuto lo stabilimento sul territorio di Castellammare di Stabia, va accolto favorevolmente uno spostamento di pochi chilometri rispetto alla posizione della MEB, non gravando di fatto sul tragitto casa-lavoro dei dipendenti”.

L’onorevole poi ringrazia per l’impegno profuso nella vicenda il vice ministro allo sviluppo economico Alessandra Todde, altra pedina importante per la riuscita positiva della vicenda.

Con l’augurio che questa vicenda possa essere l’inizio di un percorso di valorizzazione per gli operai stabiesi che ottengono da un soddisfatto Vescovini una promessa, rivolta a loro e a tutti i cittadini: “Ci vediamo in città senza mascherina, vengo al mare e poi apro la fabbrica”.

Ivano Manzo



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