Lunedi 19 Aprile, Napoli è tornata in zona arancione. L’ordinanza regionale 14, firmata sabato 17 aprile dal governatore Vincenzo De Luca, prevedeva infatti che “a decorrere dal 19 aprile 2021 e fino al 15 maggio 2021, l’apertura degli esercizi commerciali e dei servizi alla persona è permessa, al fine di agevolarne la fruizione dilazionata da parte degli utenti, in deroga ad eventuali disposizioni più restrittive”.


Finalmente è possibile spostarsi senza certificazioni, all’interno del proprio comune di residenza tra le 5 e le 22, orario del coprifuoco ancora vigente.

Ieri le attività commerciali sono rimaste aperte dalle 7 alle 21,30, ma purtroppo l’affluenza è stata bassissima e di conseguenza si sono registrati bassissimi incassi da parte di negozi di abbigliamento, di gioiellerie e centri estetici. Gli unici ad aver registrato maggiori prenotazioni e relative affluenze sono i saloni di parrucchieri e barbieri. Quindi si è pensato più all’ordine della persona che allo shopping compulsivo.

I più ottimisti danno la colpa di questo fallimento al meteropatismo dei napoletani, scoraggiati dal mal tempo riscontrato in mattinata, ma la gente forse si sta abituando a fare spese da casa, comodamente seduti in poltrona con i corrieri che ti portano la merce che scegli fin sull’uscio, solamente pigiando con un dito sulla tastiera del computer.



Bar, ristoranti e locali di ritrovo non potranno ancora consentire la permanenza dei consumatori all’interno dei locali, ma possono servire le loro offerte solo all’esterno, sempre che ne abbiano lo spazio.

Per quanto riguarda la scuola, grande ritorno in presenza delle classi seconda e terza media, mentre gli istituti superiori si sta tentando un rientro al 50 per cento, ove disponibile al 75 per cento degli alunni.

Le Università invece valuteranno, a seconda delle condizioni epidemiologiche, il da farsi: se in presenza o a distanza.

Ivan Celiberti



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