Si è conclusa con un nulla di fatto la riunione indetta in video conferenza tra i sindacati con il Capo di gabinetto del Ministero all’Istruzione, Luigi Fiorentino, in vista della riapertura al 100% delle scuole decretata dal governo per il 26 aprile prossimo.

“Una riunione inconcludente” com’è stata definita da Rino di Meglio, esponente della Gilda, mentre Francesco Sinopoli della Flc.Cgil nutre ancora la speranza che il governo possa riconsiderare la propria posizione. Concorde anche la Cisl che, attraverso le parole della segretaria, Maddalena Gissi, pone l’accento sulla necessità di tener conto delle singole realtà scolastiche.  “In molte scuole gli spazi sono piccoli – ha spiegato la Gissi – e quando una classe deve contenere 30 alunni la situazione diventa complicata. Per questo chiediamo che siano le scuole singolarmente a decidere sulla completa riapertura”.


Accelerare e concludere la vaccinazione del personale scolastico è l’altro punto su cui tutte le sigle sindacali si sono compattate, senza pur tuttavia ottenere alcuna rassicurazione dal Governo se non la riconferma del protocollo già in essere e del rinvio alla riunione che si terrà oggi fra il Comitato tecnico scientifico con il ministero dell’Istruzione per valutare un’eventuale rimodulazione delle misure finora previste. In mancanza di nuove direttive o di una specifica richiesta da parte del Cts, resteranno, infatti, in vigore i protocolli che fecero ripartire la scuola in presenza nel mese di settembre, in un momento in cui la situazione epidemiologica è mutata con la comparsa di nuove varianti che colpiscono sempre più la fascia dei giovani e per le quali non si ha ancora la certezza che i vaccini somministrati possano sortire l’effetto sperato.

“Non capisco come si possa ripartire quando siamo allo stesso punto di quando avevamo chiuso”, ha dichiarato Elvira Serafini dello Snals. “Si riapre senza certezze sui tamponi salivari e senza aver completato il piano vaccinale per il personale scolastico” ha aggiunto.


La riapertura delle scuole sembra essere solo frutto di una volontà politica che non tiene conto della mutata situazione, della necessità di una ripartenza che sappia coniugare didattica in presenza e sicurezza per il personale scolastico e gli studenti.

“Ci troviamo davanti a un atto di volontà politica non supportato da condizioni reali – ha affermato Sinopoli – Prima di decidere la riapertura al 100% in presenza, bisogna riprendere subito la campagna di vaccinazione, rinnovare i protocolli di sicurezza, effettuare tracciamenti, anche a campione, valutare i dati dei vaccinati, ancora non disponibili. In caso contrario, non c’è alcuna garanzia per studenti e personale scolastico”. Gli fa eco il segretario della Uil, Pino Turi che ha dichiarato: “Stiamo dando voce al grado di preoccupazione e di crisi che c’è nelle scuole, le nostre non sono valutazioni personali, ma la rappresentazione di un forte malessere. Per aprire le scuole c’è una volontà politica. Ma vediamo solo questa. Siamo stati sempre per una scuola in presenza, ma in sicurezza. Serve una commissione interna per valutare la situazione specifica”.


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