In attesa della riapertura dei lidi balneari prevista per il prossimo 15 maggio e che vede gli operatori del settore già impegnati nella manutenzione e adeguamento delle strutture, è  ripartito il monitoraggio delle acque per garantire un’estate all’insegna della balneazione in “sicurezza”.

Come ogni anno l’Arpac di Napoli, Caserta e Salerno coadiuvate da 8 imbarcazioni gestite dall’unità operativa Mare, si occuperà del  prelievo ed analisi delle acque lungo tutte le coste campane.

Particolare attenzione viene posta nella ricerca dell’Escherichia Coli e Enterococchi intestinali, considerati gli indicatori batteriologici di contaminazione fecale.


I risultati ottenuti sino ad ora hanno fatto rilevare una percentuale pari al 97% di acque balneabili, un dato che rappresenta di certo un ottimo punto di partenza per la prossima stagione turistica. I dati raccolti dall’Arpac, oltre ad essere pubblicati sul sito dell’Agenzia e attraverso una App, saranno resi noti in tempo reale anche attraverso il canale ufficiale Twitter dell’Arpa Campania.

“La risorsa mare rappresenta un asset fondamentale della Campania. Nell’attesa che siano chiarite le modalità di svolgimento della stagione balneare, in fase di riavvio anche in armonia con le recenti disposizioni, i controlli partono regolarmente, in seguito al provvedimento della Regione che ha approvato la programmazione della campagna di monitoraggio – ha spiegato il direttore generale Arpac, Stefano Sorvino – Ovviamente i prelievi saranno svolti rispettando tutte le disposizioni anti-Covid. Il numero considerevole di campionamenti effettuato dall’Agenzia rende le acque costiere campane tra le più controllate del Mediterraneo dal punto di vista della qualità microbiologica”.


Per il mese di aprile sono in programma 375 prelievi, i cui risultati verranno poi trasmessi ai diversi comuni affinché possano eventualmente adottare, ove necessario, divieti di balneazione, anche temporanei.

Secondo Lucio De Maio, responsabile dell’Unità operativa Mare, negli ultimi anni si è assistito ad un graduale miglioramento della “balneabilità in Campania, probabilmente dovuto a una gestione più efficace dei sistemi fognari e depurativi, frutto del lavoro sinergico di tutte le istituzioni coinvolte. Tuttavia – ha aggiunto De Maio –  il nostro livello di attenzione non si abbassa: gli andamenti delle precedenti stagioni balneari suggeriscono che alcune criticità locali permangono, soprattutto in caso di forti piogge che possono mandare in tilt i sistemi di gestione delle acque reflue”.

 

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