Mentre molte regioni italiane si apprestano a cambiare colore per rientrare nell’ agognata zona gialla che porterà una boccata d’aria alle molte attività economiche in affanno, la Campania è destinata ancora a guardare questa opportunità da bordo campo, contentandosi di avere in comune con il resto della penisola il coprifuoco fissato per le 22.00.


La riunione della cabina di regia che si terrà domattina al Ministero della Salute decreterà, infatti, il passaggio di 11 regioni nella zona gialla, ma tra queste la Campania non è contemplata, causa la sua situazione epidemiologica tuttora critica e che non le permetterà di ottenere tale promozione.

Un’occasione che avrebbe potuto riaccendere i motori dell’economia regionale con la riapertura di ristoranti all’aperto, di cinema e teatri, piscine e palestre. Ancora una volta, tuttavia, la Campania dovrà attendere, colpa della risalita dei contagi che sono stati circa 1.910 al giorno. Di certo questo nuovo incremento dei contagi registrati è riconducibile quasi sicuramente al comportamento poco attento e alle trasgressioni alle norme antiCovid nel periodo pasquale. Ma non è solo il numero dei contagiati che bloccherà la regione in arancione. Purtroppo nell’ultima settimana l’incidenza casi ogni centomila abitanti è ancora alta, arrivando a 230, valore molto più vicino all’area rossa, 250 per centomila, che alla media nazionale di 160 che farà guadagnare la maglia gialla ad almeno 11 regioni.


A questi numeri negativi si aggiunge anche il conteggio delle persone attualmente positive che si aggira intorno ai 92mila soggetti, troppi: in Italia, alla luce di questi numeri, quasi un malato su 5 risiede in Campania.

Unici aspetti confortanti in un mare di negatività, un Rt posizionato intorno a 1 e i bassi livelli di ospedalizzazione.


Dunque ancora restrizioni e ancora zona arancione per i cittadini campani che dovranno far del loro meglio per potersi garantire il passaggio in zona gialla. Per accedere alla fascia con meno restrizioni, secondo quanto previsto dalla normativa, sono necessarie almeno due settimane in zona arancione, con un Rt inferiore a 1 e una discesa della curva epidemiologica. Un risultato che potrà essere raggiunto solo se la Campania farà rilevare una significativa e costante diminuzione dei casi di contagio, un’ alta percentuale di guariti e un calo dell’incidenza per 100mila abitanti almeno al  di sotto della quota 200 e conseguentemente un Rt inferiore a 1, accelerando, altresì, ove possibile, la campagna vaccinale. Ma come rileviamo da settimane, i dati epidemiologici e il tasso di positività giornaliero sembrano essere imbrigliati in un andamento stabilmente ripetitivo che presenta di giorno in giorno, di settimana in settimana sempre gli stessi numeri e le stesse percentuali.

Al momento, a quanto pare, la situazione pone la regione ancora in alto mare.

Bianca Di Massa



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