Durante l’ultimo incontro al MISE nulla di fatto. L’azienda conferma la chiusura dello stabilimento di via Argine e i dipendenti questa mattina hanno messo in atto la protesta.

È stata una mattinata convulsa, dopo un’assemblea in fabbrica e lavoratori hanno bloccato l’autostrada, la Salerno Reggio Calabria, per oltre un’ora. Il blocco rimosso dopo le 13,00. C’è esasperazione e dopo l’ennesima dichiarazione dell’azienda al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico dove viene ribadita la volontà di chiudere questo stabilimento.


Biagio Trapani della Fim Cisl ha dichiarato: “C’è esasperazione, ma non c’è stanchezza. Siamo convinti di portare avanti una lotta importante, siamo convinti di portarlo avanti fino all’ultimo. L’esasperazione nasce proprio dal fatto che il sottosegretario non può tenere un atteggiamento simile, non crea un clima adatto”.

Si chiede l’intervento del premier Draghi e così ha dichiarato Antonello Curcio segretario generale aggiunto della Uil Campania: “Draghi è intervenuto in maniera molto forte contro le multinazionali dei vaccini l’unico in Europa ad aver detto che gli accordi si rispettano. Vogliamo lo stesso per la Whirlpool di Napoli: gli accordi si rispettano. Il governo e il garante di un accordo siglato presso la Presidenza del Consiglio”.


Quello di stamattina si annuncia come il primo dei momenti di protesta dei lavoratori che hanno annunciato anche altre proteste in giro per l’Italia.

Rosario Rappa, segretario della Fiom Napoli ha aggiunto: “Abbiamo una determinazione forte e vogliamo portare la Whirlpool a riaprire la produzione di lavatrici a Napoli. Per fare questo sosterremo con la lotta questa impostazione. Oggi abbiamo cominciato a Napoli, avremo un coordinamento nazionale in cui decideremo iniziative nazionali, ma al di là di questo i lavoratori di Napoli si muoveranno su tutto il territorio nazionale per imporre a Whirlpool la riapertura e anche al governo di far rispettare l’accordo sottoscritto”.

Oggi primo maggio, a partire dalle ore 11, Cgil Cisl Uil celebreranno proprio davanti ai cancelli di via Argine, per il secondo anno consecutivo, la Festa del Lavoro, un lavoro per il quale lottare ancora di più proprio ora che rischia di andare via da Napoli.

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