Sono ben 201 le località italiane che quest’anno hanno ricevuto il riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

Trend in crescita, dunque, per l’Italia che si è vista assegnare 282 Bandiere Blu, tra spiagge e approdi turistici dislocati su tutto il territorio nazionale, con 15 nuovi ingressi e 9 località non riconfermate, indice di una sempre maggiore tutela del patrimonio ambientale dell’intera Penisola.


Un riconoscimento molto ambito quello attribuito dalla FEE a tutte quelle località le cui acque di balneazione sono risultate eccellenti negli ultimi quattro anni, a seguito di opportune e severe analisi e verifiche effettuate dall’ARPA nell’ambito del programma Nazionale di monitoraggio voluto dal Ministero della Salute in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica.

“Anche quest’anno il programma Bandiera Blu segna un incremento dei Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento. Molti di più sono però quei Comuni – ha dichiarato il presidente della FEE Italia, Claudio Mazza – che hanno scelto di intraprendere il percorso e che affianchiamo nella loro crescita. L’impegno verso la sostenibilità nella gestione del proprio territorio, la cura del turista e la sua sicurezza, l’attenzione ai servizi, uniti al grande desiderio di ripartire con la stagione turistica, fanno dei Comuni Bandiera Blu un propulsore per la ripresa del turismo italiano in questo particolare momento storico”.


Un risultato eccellente per l’Italia le cui 416 spiagge Bandiera Blu, rappresentano il 10% delle aree premiate, quest’anno, a livello mondiale.

Un successo ancora più considerevole se si pensa anche agli 81 approdi premiati che stanno a dimostrare come stia maturando sempre più una visione ecosostenibile del turismo e dei servizi erogati e, in tempo di pandemia, incentrati ancor di più, al rispetto e alla tutela della salute e dell’ambiente.

Numerosi i criteri alla base della valutazione effettuata dalla FEE. Innanzitutto la “validità delle acque, che devono essere risultate eccellenti negli ultimi quattro anni; l’efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria, la raccolta differenziata e la corretta gestione dei rifiuti pericolosi, ma anche la presenza di aree pedonali, di piste ciclabili, di aree verdi e di una corretta cura dell’arredo urbano; la presenza di personale qualificato e addetto al salvataggio sulle spiagge; l’abbattimento delle barriere architettoniche e una segnaletica aggiornata, nonché una corretta diffusione delle informazioni sulla Bandiera Blu, sui dati di balneazione; e ancora, la presenza di strutture alberghiere e di servizi di pubblica utilità, per citarne solo alcuni.


Nello specifico troneggia la Liguria con le sue 32 località confermate, seguita dalla Campania con 19, che ha assistito ad un nuovo ingresso (Camerota), ma anche un’uscita. Segue poi la Toscana a quota 17, con 3 uscite, così come la Puglia dove ci sono stati invece 3 nuovi ingressi ed un’uscita. Un nuovo ingresso anche per le Marche che si attesta a quota 16, mentre la Calabria con due nuovi ingressi ed un’uscita si ferma a 15.

La Sardegna riconferma le sue 14 località pur constatando una new entry ed un’uscita. Tredici le località per l’Abruzzo dove si aggiungono altri tre ingressi, 11 per il Lazio che conferma due nuovi Comuni. Restano confermate le 10 bandiere al Trentino Alto Adige, 9 al Veneto, 7 all’Emilia Romagna, 5 alla Basilicata, 2 al Friuli Venezia Giulia, 1 rispettivamente al Molise e alla Lombardia. Sale a 10 invece la Sicilia, con due new entry e scende a 2 il Piemonte con due uscite.

Due uscite anche per le località situate sui laghi, con 16 riconfermate.



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