La Quinta Sezione del Tar Campania, presieduta dal giudice Pierluigi Russo, ha annullato due ordinanze del comune di Castellammare di Stabia risalenti al 2017, firmate dall’allora sindaco Antonio Pannullo riguardanti la procedura per attivare la bonifica dell’area di traversa Pozzillo interessata dall’incendio di un capannone avvenuto l’11 marzo di quello stesso anno.

L’incendio, ormai oltre quattro anni fa, aveva interessato numerose balle di abiti usati che erano accatastate. Il rogo sprigionò una densa nube di fumo nero che sovrastò la città per tutta la giornata. Tanta paura tra i residenti della zona periferica di Castellammare che furono evacuati dai Vigili del Fuoco accorsi in via Pozzillo, mentre la Protezione Civile e il sindaco Pannullo invitarono gli abitanti della zona “a chiudere le finestre e qualsiasi impianto di condizionamento o ricambio aria” per motivi di sicurezza. Fortunatamente non furono registrati feriti.


Stando al referto dei Vigili del Fuoco, la causa dell’incendio poteva essere “…attribuibile presumibilmente ad un surriscaldamento di parti in tensione dell’impianto elettrico dell’opificio e/o di mezzi meccanici equipaggiati da batterie anch’esse in tensione” e inoltre “… che gli effetti dell’incendio siano stati implementati ed agevolati dalla cattiva gestione dell’opificio (pressoché totale inesistenza di adozione di misure di sicurezza e di sorveglianza, disordinato stoccaggio delle merci, ecc.) da parte del responsabile dell’attività industriale svolta nel capannone”.

A poche ore da quanto accaduto fu ascoltato dagli investigatori anche Mario Vuolo, il “re del ferro”, noto imprenditore di Castellammare e proprietario del capannone, il quale confermò che la struttura era stata data in affitto da alcuni mesi e che non era coperta da polizze assicurative.


E qui il palese errore dell’amministrazione Pannullo che con due atti amministrativi datati 30 maggio e 28 giugno 2017 invitò proprio Vuolo, ad intervenire per bonificare l’area interessata dall’incendio. In caso di mancato intervento del privato, il Comune sarebbe intervenuto direttamente, ma comunque in danno del proprietario. E così fu: il comune di stanziò 450mila euro per quell’intervento, in attesa che “il proprietario”, poi, restituisse quanto anticipato dall’Ente.

Ma era ben chiaro che il Comune di Castellammare, a voler essere magnanimi, stesse prendendo una “cantonata”. E fu molto chiaro anche allo stesso Mario Vuolo che, non avendo intenzione di intervenire per la bonifica a proprie spese e men che meno ripagarle al Comune, fece ricorso al Tribunale Amministrativo campano, che oggi ha bocciato le ordinanze sindacali di quattro anni fa, accogliendo il ricorso di Vuolo e condannando inoltre il Comune di Castellammare “alla refusione delle spese di lite in favore di parte ricorrente che liquida in complessivi 1.000 euro”.

Per l’Ente comunale si doveva provvedere alla bonifica in danno al proprietario ma secondo i giudici Vuolo non era il responsabile in quanto la procedura doveva essere attivata nei confronti della persona che aveva fittato il capannone: vizio di forma, Municipio bocciato e stabiesi a ripetere in coro: “…e io pagooo”.


Chi ha dato ha dato e chi ha avuto, ha avuto? Manco per sogno! Ad intervenire a questo punto è stata la politica con commenti, post e dichiarazioni sui social e attraverso i mezzi di comunicazione.

Il primo duro commento è venuto dal “Gruppo Gaetano Cimmino Sindaco”, presente su Facebook, che parla di un “errore da 450mila euro” per la bonifica del capannone incendiato, aggiungendo: “così il centrosinistra svuota le tasche degli stabiesi”.

Nel post si legge inoltre: “Come veniva gestita la cosa pubblica, i fondi pubblici e la macchina comunale da chi ci ha preceduto? Basta leggere quello che stanno scrivendo i giornali… Troppe volte ci viene detto: “Non parlate del passato e degli ‘orrori’ commessi, pensate ad oggi”. Bene, siamo anche d’accordo. Oggi il Comune rischia di pagare 450mila euro di danni. E a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini, sottoposti all’ennesimo salasso mentre il Comune “regalava” la bonifica al proprietario di quel capannone”.

Il post poi continua: “Quando accadono episodi del genere, però, che riguardano fatti di cronaca gravissimi, inquinamento di aree, settori da sempre attenzionati come l’ambiente, centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici, allora ci sarebbe molto di cui parlare. Non vorremmo mai pensare che un errore di tale portata e gravità sia un errore ricercato e studiato ad arte, piuttosto che uno sbaglio dovuto ad incompetenza e superficialità. Noi proveremo a rimediare a questo ennesimo bagno di sangue, che fa il paio con i milioni di euro sperperati in passato con Ego Eco, Sint, Palazzo Di Nola e tanto, tanto altro ancora. Il resto lo farà sicuramente la Corte dei Conti, nei confronti di chi mortifica gli stabiesi e le loro tasche”.

E infine il post del gruppo pro Cimmino, si conclude così: “È solo l’ultimo orrore, sottolineiamo, posto in essere da chi ci ha preceduto. Tanti altri sono all’attenzione di magistratura e forze dell’ordine. Una mala gestio che abbiamo spazzato via per il bene, davvero, di tutti i cittadini di questa città meravigliosa. Avanti, sempre con coraggio. Ma non dimentichiamo mai le oscenità messe in campo da quel centrosinistra. Come siamo certi non lo dimenticheranno mai gli stabiesi”.


Castellammare incendio capannone 1Su tutta la faccenda, brutta e costosa per la città, è intervenuto anche Fratelli d’Italia: “Una vergogna da 450mila euro e uno scandalo che assume le sembianze di una colata di cemento. E a pagare sono sempre gli stabiesi. Questo è il modus operandi del centrosinistra, che ha “regalato” la bonifica al proprietario del capannone incendiato nella periferia nord di Castellammare nel 2017. Un’ordinanza basata su presupposti sbagliati, una superficialità che ha visto il Comune soccombere in tribunale contro il proprietario che aveva impugnato quel provvedimento. Quell’intervento di bonifica in danno al proprietario, in pratica, diventa un intervento in danno al Comune, che ha pagato 450mila euro e non li vedrà più rimborsati.

Un danno erariale per il quale investiremo la Corte dei Conti. E i colpevoli dovranno rispondere. Noi intanto faremo ogni tentativo per rimediare a questo disastro del centrosinistra, l’ennesimo, ai danni dei cittadini. Lo stesso centrosinistra che asseconda e approva lo scempio messo in atto da Eav nel parco delle Nuove Terme. Ed anche su quell’orrore andremo fino in fondo per fare chiarezza, perché la legalità è un fattore imprescindibile per Fratelli d’Italia e per tutta la nostra amministrazione.  Sulle interpretazioni e sulla poca trasparenza il centrosinistra ha posto le basi del suo malgoverno in città per 30 anni. Con noi finalmente si registra il vero cambio di passo. Dalla parte dei cittadini, dalla parte degli stabiesi”.

Filippo Raiola



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