Di certo non sarà possibile far recuperare il gap di 200mila dosi di vaccino in meno per la Campania, come ormai da settimane denunciato dal presidente De Luca, in un solo colpo, ma gradualmente, entro la prima settimana di giugno il divario sarà sicuramente recuperato. E’ questa la rassicurazione che viene dal generale Figliuolo, Commissario straordinario Covid.



Il riequilibrio delle dosi per le otto regioni “in credito”, Campania in testa, nonché una accelerazione della campagna vaccinale a giugno, cosa che consentirà l’immunità di gregge entro la fine dell’estate, sono i primi obiettivi della struttura commissariale. Inoltre, a seguire, ci sarà la necessità di organizzare una campagna vaccinale anche per i prossimi anni e far sì che tutte le Regioni seguano, compatte, il piano nazionale senza iniziative scomposte ed eventuali fughe solitarie in avanti. Pochi punti, ma indispensabili per traghettare definitivamente l’Italia verso l’immunizzazione definitiva.

Quello che al momento interessa più da vicino la Campania resta però il deficit di 200mila dosi non consegnate alla Campania e l’impegno preso dal Commissario Figliuolo in tal senso.



Ed in effetti il minor numero di dosi consegnate alla Campania fu determinato, oltre che dal numero degli abitanti, anche e soprattutto dall’età della popolazione e da alcuni fattori sanitari. Campania regione più giovane di altre e dunque meno vaccini per favorire altre zone della Penisola con una maggiore presenza di anziani, persone più fragili ed esposte alla violenza e alle letalità del virus. Come confermato anche da Figliuolo, questa fase critica sembra sostanzialmente superata e “bisognerà seguire il principio di ‘una testa-un vaccino’, criterio, inoltre, oggi condiviso da tutte le Regioni”.

Il Commissario non può che confermare quanto denunciato da tempo dal presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca. Infatti, la comparazione tra il vecchio criterio e il nuovo, fa affiorare nitidamente la necessità di un riequilibrio nella distribuzione di siero vaccinale.


L’obiettivo finale è il raggiungimento dell’immunità di gregge per tutta la nazione. Inizialmente si era ipotizzato di arrivare ad una copertura dell’80% della popolazione vaccinata entro la fine dell’estate. Successivamente i tagli di alcune forniture e la sospensione temporanea di AstraZeneca e Johnson & Johnson hanno inevitabilmente rallentato la tabella di marcia verso l’uscita dall’incubo coronavirus. Oggi il generale/Commissario conferma il raggiungimento dell’obiettivo per fine estate, soprattutto grazie alle maggiori forniture previste per il terzo trimestre e per la prova di efficienza mostrata dal sistema sanitario che in più occasioni ha raggiunto il mezzo milione di dosi somministrate in una giorno.

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