Prevista per domani, lunedì 17 maggio, la prossima riunione della cabina di regia che dovrebbe esprimersi e comunicare le sue decisioni in merito ai ristoranti al chiuso, al settore wedding, all’apertura dei centri commerciali nel weekend e al coprifuoco.

Dopo gli ultimi dati raccolti dell’ISS che non hanno evidenziato un innalzamento dei contagi dopo la riapertura di molte attività, avvenuta circa tre settimane fa, si fanno sempre più pressanti le richieste per un ulteriore allentamento delle restrizioni e divieti vigenti. Da domani non ci sarà più l’obbligo di quarantena per chi proviene dai Paesi Ue e dall’area Shengen, oltre che da Gran Bretagna e Israele, con tampone negativo, mentre permangono le misure restrittive sugli arrivi dal Brasile.


Sul fronte del coprifuoco il Governo, basandosi anche sulle indicazioni prevenute dal Comitato tecnico scientifico, sembra non voler abbandonare la prudenza che da tempo accompagna scelte e decisioni. L’ipotesi più plausibile dovrebbe essere quella di un posticipo alle 23 o al massimo a mezzanotte che potrebbe già essere predisposta dal 24 maggio prossimo. Solo successivamente e fatta salva una risalita della situazione epidemiologica, la restrizione oraria potrebbe essere abolita del tutto.

Tra le riaperture che potrebbero, invece, essere anticipate, c’è quella delle palestre al momento fissata per il 1 giugno.


Al vaglio del Governo anche i posti a sedere nei ristoranti al chiuso, l’apertura dei centri commerciali nel fine settimana, la ripartenza di fiere, convegni e parchi tematici fissate attualmente per il 1 luglio.

Preme per un riavvio anche il settore delle cerimonie, provato da questi lunghissimi mesi di fermo e per il quale Draghi chiede, però, ancora prudenza.

Ieri, primo giorno di riapertura, invece, per i lidi, che in molte località, nonostante il tempo poco favorevole, ha registrato già molte richieste di informazioni e le prime timide prenotazioni, a dimostrazione della voglia e della necessità di lasciarsi alle spalle, in qualche modo e per qualche ora, questo durissimo anno di pandemia.

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