Erano attese per oggi le decisioni del governo che determineranno lo spostamento dell’orario del coprifuoco, le prossime riaperture, nonché eventuali modifiche di quelle attuali.

E’ stato approvato, infatti, il nuovo decreto frutto del lavoro della cabina di regia convocata in data odierna a Palazzo Chigi, cui hanno partecipato il premier Mario Draghi, i ministri Roberto Speranza, Daniele Franco, Mariastella Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli , Elena Bonetti e il sottosegretario Roberto Garofoli. Presenti per il Comitato tecnico-scientifico il portavoce Silvio Brusaferro e il coordinatore Franco Locatelli.


“Abbiamo appena approvato il decreto che anticipa alcune aperture, intesa totale sia nella cabina di regia che in Cdm”, ha osservato Stefano Patuanelli ministro delle Politiche Agricole. “Era importante, preso atto del quadro epidemiologico positivo e del positivo andamento del piano vaccinale, traghettare il Paese verso la normalità, con prudenza, con tappe, ma portarlo verso la normalità”.

Confermato a partire già da domani il nuovo orario per il coprifuoco che slitterà alle 23, successivamente sarà posticipato alle 24 a partire dal 7 giugno prossimo, per poi essere abolito completamente dai 21 giugno.


“La fiducia nella scienza e nelle sue evidenze è un faro irrinunciabile”, ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza sul suo profilo Facebook. “I dati degli ultimi mesi hanno imposto scelte faticose, talvolta dolorose, oggi invece sono motivo di sollievo. Grazie alle misure adottate, alla cautela della stragrande maggioranza delle persone e all’impatto della campagna di vaccinazione possiamo proseguire il percorso graduale di riaperture. Iniziamo da subito – ha aggiunto Speranza – portando il coprifuoco alle 23 e definendo un percorso di ritorno all’attività per diversi settori vitali per il nostro Paese. Non dimentichiamo però la prudenza e l’attenzione alle norme fondamentali di prevenzione”.

“E’ il momento di superare il coprifuoco”,  secondo il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, mentre per Giorgia Meloni è arrivato il momento di non perdere altro tempo prezioso nell’interesse del Paese.

Sul tavolo dei lavori del Consiglio dei ministri anche la riapertura dei centri commerciali, di gallerie e parchi nel week end che potrà avvenire a partire dal 22 maggio prossimo.


Per quanto riguarda i bar la proposta vagliata e confermata dal governo è stata quella di consentire la consumazione al bancone dalle 5:00 alle 18:00 a partire dal 1 giugno, data per la quale dovrebbero poter riaprire anche i ristoranti con servizio al tavolo al chiuso.

Anche il settore del wedding potrà ripartire dal 15 giugno, ma nel rispetto del green pass, ossia la certificazione tramite vaccinazione o tampone per i partecipanti all’evento.

Al vaglio del Consiglio dei ministri anche la richiesta della riapertura delle palestre che è stata anticipata al 24 maggio, mentre parrebbe riconfermata la data del 1 luglio per le piscine al chiuso ed i centri benessere.

Per le competizioni sportive, non solo nazionali,  sarà consentita la presenza del pubblico a partire del 1 giugno per gli eventi all’aperto e dal 1 luglio per quelli al chiuso, ma sempre con una capienza che non vada oltre il 25%.


Nessuna novità invece sul fronte delle discoteche, la cui attività dovrebbe essere ancora sospesa sino a data da destinarsi.

La road map del governo, approvata, da quanto si è potuto apprendere, all’unanimità, fornisce indicazioni anche per le altre attività.

Potranno ripartire dal 15 giugno anche le feste organizzate in occasione di cerimonie religiose e civili purché i partecipanti siano in possesso del green pass.

Dal 15 giugno dovrebbero ripartire anche le attività dei parchi tematici e di divertimento.

Per il 1 luglio, invece, si prevede possano ripartire i corsi di formazione pubblici e privati, nonché i centri culturali, centri sociali e ricreativi, ma anche sale giochi, sale scommesse, bingo e casinò.

Dal 22 maggio torneranno finalmente in attività anche gli impianti di risalita in montagna nel rispetto delle norme di comportamento e del protocollo contenuto nelle linee guida.


Variazione infine sul piano dell’individuazione delle zone rosse, gialle o arancioni per le quali il governo ha previsto una semplificazione dei criteri che passano da 21 a 12 totali, di cui i più importanti saranno non tanto l’RT, ma l’incidenza e il tasso di ospedalizzazione.

Anche sul fronte delle vaccinazioni il governo avrebbe seriamente valutato, in sinergia con gli scienziati, e nonostante le case farmaceutiche abbiano manifestato parere contrario, un ulteriore prolungamento dei tempi per la seconda somministrazione dei vaccini Pfizer e Moderna.

Per quanto concerne l’ottenimento del green pass, ci sarebbe non solo la possibilità che la certificazione possa essere rilasciata dopo la sola prima somministrazione, ma che la sua validità possa essere prorogata oltre i 6 mesi, nel caso di una valutazione positiva da parte degli esperti incaricati dal Governo per un approfondimento ad hoc della questione.

Bianca Di Massa



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