Dopo mesi di alti e bassi, con periodi relativamente lunghi in zona rossa, anche la regione Campania sembra avviarsi verso l’agognata zona bianca.

Oggi, ancor più di ieri, si avverte la necessità di poter dare una svolta che garantisca una marcia in avanti per riposizionare la regione in pole position sulla griglia della partenza.


A rendere più palpabile, una zona che permetterebbe una ripresa più ampia, costellata da maggiori opportunità e da quel senso di “sicurezza”, auspicati non solo da commercianti, ma anche e soprattutto dal comparto turistico che resta il settore trainante dell’economia Campania, una consistente variazione dei dati relativi alla reale situazione epidemiologica che si sta evolvendo favorevolmente.

Così quello che pareva solo un miraggio potrebbe, in realtà, concretizzarsi entro la metà del prossimo mese di giugno.

L’elemento che avvalorerebbe questa ipotesi consta nella correzione che si sta apportando in queste ore del dato “sfalsato” tra ospedalizzati e attualmente positivi, che ha incatenato, a lungo, la Campania nelle zone di maggior rischio.


In effetti “l’incongruenza” fra i due dati è scaturita dalla tardiva cancellazione dei circa 56mila guariti dal Sars-Cov-2 che ha indotto erroneamente a riportare un numero elevato di persone affette da Covid-19, rispetto ad una bassa ospedalizzazione.

A ciò si aggiungono i diversi parametri decisi dalla cabina di regia del governo che ha modificato l’ordine di priorità degli indicatori che determineranno i colori dell’Italia nei prossimi mesi.

Il primo criterio cui si farà riferimento sarà infatti l’incidenza, ossia il numero di nuovi casi registrati in sette giorni in rapporto a 100 mila abitanti, e non più l’indice di infettività del virus, cui si aggiungerà, in secondo luogo,  il tasso di ospedalizzazione, vale a dire la pressione sanitaria e ospedaliera.


Giocherà, poi, un ruolo determinante la campagna di vaccinazione che sta accelerando i tempi e che potrebbe veramente inclinare positivamente la curvatura dei contagi. Il tutto anche grazie all’arrivo delle circa 150mila dosi non ancora giunte, ma che sarebbero dovute essere destinate alla Campania nel riparto tra regioni e che il Commissario all’emergenza, il generale Figliuolo ha promesso di “recuperare” e consegnare entro metà giugno.

Se ciò avvenisse, il programma di immunizzazione potrebbe essere presto aperto anche ad altre categorie produttive della regione nonché alle fasce d’età più giovani, permettendo alla regione di lasciarsi alle spalle i periodi più bui di questa epidemia e poter guardare al futuro con maggiore serenità e speranza.

Pasquale Cirillo



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