Sembrava fatta e invece all’ultimo ostacolo il Napoli è inciampato. Gli azzurri sono stati bloccati sull’1-1 dal Verona e con le vittorie di Milan e Juventus sui campi di Atalanta e Bologna arrivano al quinto posto in classifica. I gol sono arrivati nel secondo tempo, con il vantaggio di Rrahmani e il pareggio di Faraoni. A nulla è servito il forcing finale, che ha prodotto la traversa di Petagna all’ultimo secondo di partita.

Contratto, senza idee e con poca verve offensiva. Sì è visto un Napoli con queste caratteristiche stasera al Maradona. Nella partita decisiva della stagione, l’ultima per poter festeggiare il ritorno in Champions League, si è tornati a giocare male come successo prima del filotto di risultati positivi e bel gioco.


Nel primo tempo l’unica occasione creata è stato il tiro di Insigne a fil di palo. Nella ripresa invece, anche se non c’è stato il salto di qualità sperato, abbiamo visto più tentativi verso lo specchio della porta gialloblù, soprattutto grazie a Politano, subentrato a uno spento Lozano e che ha dato una svolta alla fase offensiva.

Da sottolineare la partita ricca di cattiveria agonistica da parte del Verona. Gli scaligeri, che avevano ormai chiuso da due mesi virtualmente la loro stagione, hanno messo in campo un’intensità degna di una squadra a cui serviva il punto per potersi salvare dalla retrocessioni. Le perdite di tempo non si sono contate, sin dalle prime battute dell’incontro. La formazione di Juric ha senza dubbio onorato il campionato, non regalando nulla al Napoli. Certo cosa che ha fatto poco nelle ultime otto giornate nelle quali sono arrivati soltanto tre punti. Se anche Juventus e Milan avessero trovato una tale opposizione dal Bologna e dall’Atalanta in quest’ultimo turno, forse avremmo potuto parlare di un esito diverso della volata Champions.


Tornando alla prestazione del Napoli, nel momento decisivo, oltre a molti elementi della rosa, sono mancati i due uomini che hanno trascinato Gattuso a un passo dalla qualificazione, cioè Insigne e Zielinski. Il capitano, diversamente dal solito, non ha trovato la giocata decisiva e di qualità sbagliando molti cambi di gioco e saltando raramente l’avversario. Il polacco sembrava giocare a nascondino dietro alle maglie del Verona, non creando mai la superiorità numerica sulla trequarti. Male anche Osimhen, che ha perso tutti i duelli con Gunter.

Ma in generale, forse escludendo Manolas, Rrahmani e Meret, nessun giocatore azzurro. La rete di Faraoni è stata propiziata da Hysaj che si è perso l’esterno e non è stato in grado di contrastarlo. L’albanese, in scadenza di contratto nelle prossime settimane, si congeda dai colori azzurri estromettendo i compagni dalla Champions League. L’anno prossimo quindi per il Napoli sarà Europa League e non è da escludere che questo mancato quarto posto comporti delle cessioni eccellenti da parte di De Laurentiis.

Salvatore Emmanuele Palumbo



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